
Redazione
Viterbo,1.1.26
Le notizie che corrono in Città sono quelle che il nostro Umberto Fusco, mai pago di stare in politica, approda alla corte di Marco Rizzo, cioè di quel personaggio particolare che è passato dalla rifondazione comunista al sovranismo. Una piroetta di 180°rispetto il suo inossidabile passato da leader comunista nell’area più intransigente cossuttiana del vecchio PCI.
Marco Rizzo, indubbiamente, in passato mai revisionista delle teorie marxiste, scelse di uscire fuori da un partito storico come il PCI, diventato prima PDS, poi PD, cioè di un movimento che stava avviandosi a rinnovarsi per essere credibile a più elettori dopo il crollo mondiale del comunismo nel 1989, ha lavorato per affermare validità del marxismo. Ma, da se ha scoperto di aver fallito e sta facendo menda del suo pensiero. Addirittura scopre il sovranismo.
Adesso, Marco Rizzo, come un san Matteo caduto da cavallo, si è convertito, ha abiurato Marx e si scopre addirittura sovranista, cioè portatore di un’ideologia del tutto opposta a quella comunista. Sembra proprio che Rizzo abbia capito di aver cavalcato un’ideologia perdente ed abbia compreso come il famigerato sovranismo sia nella mente dei cittadini di qualsiasi parte del mondo. Per sopravvivere politicamente cerca nuovi alleati nel campo che lui ebbe dapprima avversare.
Sarà una reazione ? Certamente.
Dopo la fine del comunismo, Il concetto di patria e cultura nazionale si sta affermando nei contesti più remoti del globo e di questo se ne da atto dai risultati elettori a livello globale.
Umberto Fusco, sempre seguace di movimenti politici affini alle destre non ha certo disdegnato il sovranismo anche se nella Lega originaria era riservata per una sola parte d’Italia. Fu della Lega per Salvini capopolo a Viterbo eletto senatore con l’aiuto del “capitano”i Salvini, però, qualcosa, ad un certo punto, gli è andata di traverso ed ha cambiato. Per questo Umberto Fusco, si è determinato sbarcare dal Carroccio e farsi largo dapprima nella corte di un generale dell’esercito,tale Roberto Vannacci, interprete nel suo libro “Il Mondo al contrario”deii sentimenti più nazionali possibili, largamente condivisi dalla società italiana, Quindi Il buon Umberto lo abbracciò convinto.Un oceanico comizio a Viterbo tenuto dal generale Vannacci consacrò Fusco come leader locale del movimento nazional popolare ideato dal suo eccentrico fondatore.
Poi, cosa sia accaduto e perchè sia svanito l’amore Fusco/Vannacci e l’arrivo a “Democrazia sovranista popolare” di Marco Rizzo, proprio quel politico che, in passato da Fusco ed i suoi elettori, aveva visto come fumo agli occhi, rappresenta la presenza in questo movimento politico gli ideali della destra sociale: “Sovranità al popolo, Lavoro, impresa, No al dominio finanziario” .
Miracoli della politica, si proprio quella in gradi di far scorrere l”acqua all’insu.
Certamente per ognuno di noi è cosa buona e giusta rivedere le proprie convinzioni (non i valori,però !), quindi sottoporle a revisione per migliorarsi. E’ una personale operazione di real politik, ma, un’inversione a 180gradi, lascia dubbiosi. Un comunista che diventa sovranista è stata cosa mai vista !.
Che Marco Rizzo fondando il suo movimento “Democrazia sovrana popolare” ha certamente dato un calcio al comunismo, si, proprio a quella dottrina di cui, sin da giovane ne era stato integerrimo seguace, ma, di colpo mettersi a capo di una forza politica opposta, ha dimostrato l’accertata incapacità del comunismo di esistere e proliferare. Un’ideologia da abbandonare.
Un generale riflessione va posta.
D’accordo, che uomini politici abbiano piena facoltà di associarsi e proseguire un cammino politico colà dove sia ritenuto opportuno, tuttavia questi “passaggi” hanno assunto il fondamento sulla accertata mutazione generale del credo politico oggi messo i discussione dai cambiamentii sociali cui si asssite a livello generalei, quindi l’affaciarsi nel mondo di nuovi scenari.
Un dato, però è certo. Il crollo di ideologie ed alleanze tra i grandi del mondo dopo la fine della seconda guerra mondiale, porta a considerare che per tutti non sia ancora valida una forma democrazia spezzettata come sino ad oggi conosciuta, cioè con assetti parlamentari che dopo la fine delle dittature europee degli anni 30 del secolo scorso hanno governato, in particolare in Europa.
Oggi, nessuno mette in discussione una democrazia partecipativa che parte dal voto, ma emerge in modo prepotente il concetto che alla guida delle nazioni i cittadini desiderino personaggi in grado governare in modo certo. E’ cosa “normale” , da tempo, in tutti i principali stati del globo.
Questo sta accadendo sotto i nostri occhi ed i players politici attuali chiedono ai loro elettori stabilità di governo per le loro nazioni.
Questo accade attorno a noi. Vi è un ampio desiderio di certezze che soltanto la presenza di personaggi in grado coagulare il consenso possano governare per un’ indispensabile azione di governo.
Nessuno aspira comprimere le minoranze, anzi a loro si chiede di produrre un possibile consenso che non sia solo basato su numeri percentuali dei partiti che le compongono, ma su certe ideologie che non siano sopratutto archiviate dalla storia.
Stabilità che non significa dittatura. Nel modo più assoluto. Saremmo fuori del tempo
Governi deboli, come in passato, specie in Italia, non possono continuare ad esistere. La politica internazionale ha bisogno di certezze nelle alleanze, quindi la necessità del coagurlarsi con chi condivide i principi, per rendere la governabilità certa.
Un cambiamento di governo non può essere negato, tuttavia,decisamente, siamo in presenza della domanda di un’inversione ad parlamentarismo che ha portato alla degenerazione del sistema parlamentare, dovuto alla difficoltà di conciliare il principio della rappresentanza pluralistica e il ‘rendimento’ del governo in termini di efficacia e certezza che spesso ha portato a debolezza nei rapporti economici e sociali.
La nascita di nuove aggregazioni (vedasi la nascita anche di “Democrazia sovrana popolare”) nell’ottica di cercare nuove vie apare cosa utile se non in presenza di ideologie convinte e coese.
Diversamente si cade ancora nell’aspetto negativo del parlamentatrismo,.
I cittadini chiedono: certezze non pù ideologiche sfumature.
E’ l’augurio per il nuovo anno e per il prossimo futuro.






