
Redazione
Viterbo7.2.26
Il Comune di Viterbo a guida “pseudogrillina ambientalista” ebbe a scommettere per realizzare con i fondi del PNRR a ben otto kilometri di pista ciclabile urbana, ma, alla resa dei conti, soltanto poco meglio della metà ha avuto una bollinatura, cioè il finanziamento, per l’altra metà dovranno farsi carico le finanze comunali, cioè i cittadini viterbesi.
Ma, l’Assessore ai Lavori pubblici Stefano Floris non demorde, anzi, non può non farlo, perchè, avendo il Comune contrattato l’intera opera di 8kilometri con la Ditta realizzatrice (tale SEPRIM di Trevi (PG) per una cospicua somma, in ipotesi di rinuncia per il completamento dei contrattatatii lavori dovrà pagarne le conseguenze per inadempimento.
Allora, che si fa ?
Si va avanti ad oltranza. I lavori per il terminare l’opera delle “ciclovie urbane” e per il loro restauro nelle zone già ammalorate per terminare gli otto kilometri progettati, di cui, nella parte già realizzata non si è mai visto un ciclista e ma se ne vedranno in una città “montuosa” come Viterbo, andranno avanti mentre nel frattempo vengono annunciate difficoltizzazioni alla circolazione viaria ordinaria per la esecuzione degli interventi (vedasi Ord.Dirg.le n.73 del 3.2.26).
Ma, quello che è peggio l’Assessore Floris annuncia una variante progettuale che prevede aggiornamenti sul percorso Carmine/Murialdo, in pratica, nonostante lo dica, una nuova ciclabile.
L’Assessorato, anzichè provvedere a necessarie sistemazioni nell vie cittadine per evitare le strozzature del traffico cittadino attorno alle mura, pensa alle biciclette, non tenendo conto di quanto chiedono i viterbesi, cioè: moderni impianti semaforici, “rondo” giusti, mai “velodromi” urbani che riducono le carreggiate esistenti !
E proprio il caso dire: Errare humanum est, perseverare autem diabolicum” .






