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Il bosco non è soltanto utile per passeggiare, ma per fare impresa: quella del legno, si, proprio quel materiale naturale più ecologico

Nessuno ama il bosco più del boscaiolo

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Redazione

Viterbo,25.2.26

Purtroppo, capita leggere sulla stampa storture e notizie reboanti scritte da chi, pur valente giornalista, non è conoscenza delle cose.

Ci riferiamo ad un articolo comparso su un media online di questa Provincia dove si lamenta che il sul versante Sud della Palanzana è in atto un disbocamento, quindi, l’autore si duole che la “montagna dei viterbesi” sia aggredita sino al punto perdere il suo patrimonio arboreo.

E’ possibile che qualcuno abbia osservato che nei terreni costituenti il complesso boschivo della Palanzana e sue adiacenze sia in atto un’attività di tal tipo, cioè, un taglio di essenze arboree che darebbero il senso ottico di un’attività di disboco, chissà per quali fini.

Ci rendiamo conto che non tutti conoscono l’economia della montagna, quindi della imprenscdibile necessità di interventi a salvaguardia del “verde”appunto necessari da particare periodicamente proprio per assicurare la sopravvivenza delle piante. Nei boschi della Palanzana sono presenti castagni che, da una ceppaia anche vecchia di secoli, produce nel corso di circa vent’anni fusti alti anche una diecina di metri che dopo circa venti anni vanno tagliati ( per es. come potatura) per il benessere della ceppaia. Su quest’ultima vanno lasciati “polloni” minori in attesa di accrescimento sino alla maturazione.

Questa attività boschiva è quella che rende possibile avere pali e travi per le esigenze edilizie umane, come altrettanto il taglio di altre essenze per la produzione del legname sempre per costruzione e da ardere.

Quindi, chi si lamenta dell'”esbosco” dalle nostre colline, si ricordi da dove proviene il legname che viene utilizzato in edilizia per travi dei tetti e per la costruzione degli arredi nonchè per la intera costruzione di edifici in legno, gli unici veramente antisismici.

Prima di lamentarsi e dire che il taglio delle piante in un bosco sia attività dannosa ed ecologicamente negativa, si documenti e sappia che proprio il taglio a rotazione di parti del bosco è la condizione del corretto accrescimento delle piante, che, nel caso di quelle di castagno e di cerro, non è di abbattimento, ma coltura, cioè una potatura che rende la pianta madre più forte. Diversamente, in mancanza di periodico taglio, le piante andrebbero a deperire per impossibile mantenimento degli equilibri della ceppaia madre pertanto, ad ultimo a possibile morte.

Solo con la tecnica del taglio periodico (peraltro controllato ed autorizzato dagli enti pubblici, e nel caso della Palanzana dall’ente Riserva dell’Arcionello) è ancora possibile che ceppaie di castagno, di cui molte quelle che videro passare le truppe del console Camillo verso la piana di Viterbo oltre duemila anni fa, sono ancora al loro posto. e danno frutto e lavoro alle aziende boschive del nostro territorio, il cui PIL ha un valore importante.

Ultima considerazione. Come sarebbe possibile passeggiare per i boschi della Palanzana senza essere armati di roncio o machete se un programma di taglio non possa consentire agevole transito nel sottobosco mantenuto pulito !

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