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Redazione
Viterbo, 17.3.26
Per tutti Noi, il tempo delle decisioni per come esprimere il voto in un Referendum confermativo, cioè di quella rara occasione di incidere ed essere presenti come cittadini in un’ipotesi di democrazia diretta, volge al termine.
Molti sono gli indecisi, oppure non correttamente informati, che potrebbero “buttare” il voto a vanvera, cosi personalmente svalutarsi e tradire la Costituzione che da il potere al popolo.
Mercoledi sera 18 alle h.17, presso la sala del Teatro S.Leonardo, illustri giuristi e giornalisti illustreranno i contenuti della riforma e potranno rispondere alle domande di chi sarà presente.
L’inquinamento ampiamente verficato, cioè quello di aver creato idee contrapposte e motivazioni di voto fuori tema durante la campagna elettorale ha raggiunto vertici immagginabili al punto confondere più di qualche elettore..
Ma, il voto di domenica e lunedi prossimi non riguarda una valutazione politica dell’azione di governo in carica; questa valutazione sarà compito nella prossima elezione politica, ormai, neppure troppo lontana.
Oggi si discute su una proposta di riforma, cioè una di quelle che necessitano all’Italia. C’è bisogno adesso di fare un “tagliando” alla nostra Costituzione, in particolare nella materia della amministrazione giudiziaria che negli ultimi tempi ha mostrato difetti tali da renderla inefficace sul corretto funzionamento della giustizia, cosa indubbiamente primaria in un contesto democratico ed ampiamente reclamato dai cittadini italiani.
La separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti non è mai stato argomento di discussione nelle democrazie occidentali che hanno un sistema giudiziario simile al nostro.
Nei tempi andati, per esempio,, la riforma “Vassalli” nel 1989 Vassalli l’aveva di fatto resa visibile questa separazione, Infatti, lo scranno del PM, che con legge fascista, era accanto al Giudice, fu poi postato dal banco del giudice a quello accanto. Allora, non si fece in tempo realizzare quello che adesso è chiesto realizzare, cioè un’ effettiva separazione della carriere in piano concreto, cioè, separare nel CSM i pubblici accuratori (PM) dai Giudici. Sin dai tempi della Bicamerale di d’Alema il problema venne posto, poi richiesto dalle sinistre che lo posero, da ultimo, come loro programma elettorale nelle scorse elezioni poltiche del 2022.
Adesso, con una piroetta di 180 gradi, proprio la Sinistra, che per definizione si dichirara progressista, si arrocca su posizioni conservatrici, cosi dando conferma che dal sistema attuale ne può continuare trarre benefici. Proprio quei benefici che per nessuno potranno esserci dopo l’attuazione della riforma che prevede un CSM non più composto da componenti tra loro eletti, ma chiamati alla funzione con un sistema nuovo di elezione per sorteggio che rende difficile fare cordate di qualsiasi genere.
Poi, togliendo la competenza alla Sezione disciplinare del CSM ed istituire un’Alta Corte di Giustizia autonoma, diventerà un sistema perchè le sanzioni ai magistrati ed ai PM non siano “in house”, ma devolute da un organo autonomo sempre composto da magistrati, ma sempre scelti tra i loro migliori mediante sorteggio.
Questo è il punto. Non sia il voto di domenica uno scontro tra tifoserie della Destra e della Sinistra.
Qui, non si deve votare da tifosi (laziali contro romanisti, milanisti contro interisti), ma per ognuno sia una scelta conspevole, che, anche con opinioni poltiche diverse, hanno oggi l’occasione di confermare una proposta di legge costituzionale che ha superato diverse letture alla camera ed Senato e votata con le più ampie garanzie costituzionali. Se ciò non fosse stato, cioè, se il voto e l’argomento della Riforma avesse travalicato i principi costituzionali, Capo dello Stato, non l’avrebbe approvata ed oggi non ne saremmo chiamati al voto E’avvenuto recentemente con la riforma Calderoli sulle autonomie che dal Quirinale abbia ricevuto un niet, proprio per i principi costituzionali. Nell’odierna riforma, nulla si tocca dei principi costituzionali della prima parte della Costituzione, ma dell’aggiornamento di un articolo.
L’ossimoro che il “nuovo” PM separato dai giudicanti possa cadere sotto il governo è un’ altra baggianata messa in campo in difetto di altri argomenti. Assolutamente la funzione costituzionale del CSM non è intaccata, solo precisata nel suo funzionamento.
La funzione giudiziaria resta indipendente, Cosi sta scritto e cosi resta.
Nessuna modifica all’indipendenza della Magistratura è prevista nella Riforma, quindi non sarà possibile avere un “super PM,” come nessun assoggettamento all’esecutivo. Solo chiarezza nelle funzioni rispettive dei magistrati requirenti e dei giudicanti.
Si vada a votare con la convinzione che vi è necessità di correggere le “sbavature” emerse negli ultimi decenni, che appaiono sotto gli occhi di tutti, in particolare segnalate proprio dalla Magistratura e dai suoi componenti, che ad onta delle diverse convinzioni politiche, di ognuno, si sono resi conto che “qualcosa” cambiato.
Ed allora, per dovere civico, anzi proprio per il rispetto della Costituzione si vada al seggio !







