
Redazione
Viterbo,15.3.26
In terza Commissione comunale andrà in discussione una proposta pervenuta da una proprietaria di un immobile confinante con la stretta carreggiata di Strada Cuculo per consentirne l’allargamento, quindi tentare di renderne il percorso percorribile in sicurezza, o anche, ritenerlo definitivamente un tratto dell’incompiuto Semianello.
Questa liberarità manifestata, però, suona come “carità pelosa” perchè in cambio della cessione di un pezzo di terra si chiede una ristrutturazione di un immobile, anche in luogo diverso. Tutto, d’accordo come prescrive la legge vigente. Da valutare, però, per un’eventuale esecuzione, i tempi burocratici relativi alle autorizzazioni regionali ARSIAL.
Ma, il problema di strada Cuculo, ormai di fatto il tratto mancante del “Seminanello”, resta.
La carreggiata a doppio senso di circolazione è di una strada di campagna che a mala pena consente in sicurezza l’incrocio dei veicoli marcianti in senso opposto. Strage di specchietti, per fortuna, sino ad ora. Ma è chiaro che non potrà perpeturasi alle’eterno una situazione che prevede che per andare dal quartiere Cappuccini a La Quercia e viceversa, si debba percorrere un “budello” di strada pericolosa e disagevole..
L’eventuale possibile solo in parte di un allargamento della sede stradale per effetto della “donazione” di terreno di un proprietario confinante non risolve il problema, resta sempre una strettoia in salita e discesa all’altezza della confluenza con strada Respoglio, impossibile da rimuovere.
Per adesso, prima di intraprendere lavori vari, pure costosi, che comunque non andrebbero a rimuovere le problematiche di circolazione su Strada Cuculo, il Comune, istituisca nella predetta via un “senso unico” (da studiare se, verso La Quercia, o verso i Cappuccini). Poi si vedrà, Qualcuno di certo sarà scontento, ma, per raggiungere Viterbo da La Quercia, c’è sempre Viale Trieste.







