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Sold out al Teatro S.Leonardo per ascoltare i proff.rri Di Gregorio e Sterpa ed il Direttore Capezzone sulle ragioni del SI

Un convegno limpido per fare chiarezza sul prossimo voto

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Gioia Scipio,Daniele Capezzone, Di Gregorio e Sterpa

Redazione

Viterbo,19.3.26

L’appuntamento era per le h. 17 presso il ridotto del Teatro S.Leonardo, ma, già dopo l’ora fissata per l’avvio dei lavori, la sala era strapiena, per cui si è reso necessario scendere nel sottostante teatro capace di centinaia di posti a sedere.

Già questo un successo per gli organizzatori del Comitato per il Comitato SI Riforma di Viterbo.

Tra i relatori era previsto l’intervento dell’avv. Giuseppe Valentino, purtroppo resosi indisponibile per malattia, ma lo spessore dei cattedratici Proff.rri Di Gregorio, Sterpa,e del Direttore Capezzone, ha catturato l’interesse dei presenti interessati ad un convegno scevro da “tifoseria”

Ha moderato l’evento l’avv. Gioia Maria Scipio che, fra tante domande, ha in particolare chiesto al prof.Sterpa, professore associato dei Diritto Pubblico presso l’Università della Tuscia, di far conoscere i motivi delle tesi del NO che rappresentano la proposta di aggiornamento della Costituzione irta di profilii anticostituzionali. Puntuale la risposta. Non esistono profili di violazione principi costituzionali per lo sdoppiamento del CSM che resta organo di autogoverno della magistratura e delegato alla organizzazione giudiziaria, al contrario, invece, lo sono state le recenti uscite nel CSM delle tesi sostenute dalla Associazione Nazionale Magistrati capaci di incidere ul funzionamento dell’organo di autogoverno dei magistrati CSM che hanno effettivamente creato un attacco alla indipendenza della magistratura sottoponendolo alla politica.In pratica, secono l’oratore le “correnti” della ANM hanno condizionato il funzionamento di un organo costituzionale

Il prof. Di Gregorio ha sottolineato il concetto di paura che viene in ognuno in ogni ipotesi di cambiamento, per cui i sostenitori del NO, attanagliati dal sindrome di novità (“salto nel buio”), preferiscono rinunciare per paura del “cambiamento” ad una riforma, anche peraltro reclamata in passato proprio da coloro che oggi la rifiutano.

Un’ interessante tesi psicologica che potrebbe rappresentare per alcuni l’intenzione di votare NO a prescindere il valore della riforma, da essi riconosciuta.

Il Direttore Capezzone, con la sua nota ironia su argomenti vari toccati nella campagna elettorale (“invitare a votare NO barrando la casella del SI”), ha indicato come necessaria la conferma di una riforma, oggi proposta nel campo della Giustizia, per evitare che nel futuro possa non essere presentata. Ha infatti citato il Referendum sul Nucleare che ha seppellito per 40 anni ogni progetto di riforma, soltanto oggi ripresentato, ma lungi da applicare. Ma, nel frattempo, sappiamo tutti quanto sia costato alle nostre borse la rinuncia ad una forte energetica. Quindi, in ipotesi, di vittoria del NO, certamente avverrà che nel prossimo futuro non sia più proposta una riforma della Giustizia (ipse dixit il pres.Barbera), con ll rischio, però, che nel frattempo i mali della giurisdizione, oggi denunciati, proseguano e si aggravino.

Sempre Capezzone ha ricordato a tutti di verificare la validità della tessera elettorale per non essere costretti rinunciare la voto per mancanza di rinnovo e o di smarrimento, nonchè fare opera di comunicazione “porta a porta” (quella comunicazione che per il prof.Di Gregorio è la più efficace) affinchè tutti si invitino al voto di domenica e lunedi prossimi proprio in una consultazione popolare dove il voto del cittadino ha valore diretto.

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