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Stasera, all’apertura dei Giuochi Paraolimpici, lo sport, da inclusione diventa divisione: frattura del movimento Sportivo internazionale

La politica non entro nello sport

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Redazione

Viterbo,6.3.26

Proprio un’occasione di enorme fallimento del movimento sportivo internazionale va in scena stasera all’Arena di Verona dove si avrà la cerimonia di apertura del 14esimo evento “Giuochi paraolimici invernali Milano-Cortina”.

Una frattura del Movimento internazionale dello sport, forse difficilmente sanabile.

Correttamente, a pensiero di chi scrive, il CIP (Comitato Paraolimico Internazionale) ha ammesso la partecipazione ai Giuochi gli atleti di Russia e Bielorussia con schieramento delle loro bandiere alla sfilata e, poi, nelle ipotesi di vittorie, di suonare i rispettivi inni nazionali. Altrettanta decisione non fu presa dal CIO (Comitato Olimpico internazionale) per l’analogo evento olimpico recentemente concluso.

Lo sport, infatti, essendo l’unica disciplina che è stata in grado unificare nelle sue regole popoli e paesi, non può essere tradito per interessi politici, ancorchè le motivazioni possano essere anche (ma non del tutto) giustificate.

Si è osservato che nei recenti eventi olimpici un atteggiamento nazionalistico ha preso il sopravvento, anzi, pure uno sciovinismo di bassa statura nelle celebrazioni “patriottiche” osservate durante le cerimonie di premiazione, tifo a parte.

Evidenziare la nazionalità di un atleta che gareggia una gara olimpica è contrario allo spirito olimpico e nuoce alla diffusiuone dello sport come movimento in grado includere le genti del mondo sotto una stessa regola. Troppe bandiere, troppi inni nazionali, troppa presenza del logo e dei colori nazionali sulle tute e degli attrezzi sportivi usati. Questo non è lo spirito olimpico !

Infatti, questi particolari hanno reso possibile che l’evento Giuochi olimpici sia diventata un’occasione per far politica. La osservata deriva nazionalistica e/o patriottica negli eventi olimpici ha creato questo.

Ha sbagliato il CIO a non ammettere le nazioni Russia e Bielorussia ai Giuochi olimpici scorsi, bene invece il CIP ad ammetterle.

Pessimo l’atteggiamento delle federazioni nazionali sportive di ben 12 paesi su 56 di boicottare l’apertura di stasera a Verona dei Giuochi paraolimpici invernali.

Se un minimo di risentimento alla “politica” della Russia putiniana può esserci nei paesi del baltico ed ex URSS, assolutamente ingiustificata quella di Germania, Francia ed Olanda.

I francesi non perdono mai l’occasione per sentirsi grandi, ma la pretesa “grandeur” di una nazione diventa “minuerite” quando non si comprende il valore universale del movimento sportivo.

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