
Viterbo,25.4.26
Nelle cerimonie del 2779 genetliaco della Città di Roma non è mancato mancare un ricordo ed una partecipazione dei “Fedeli di Vitorchiano”, cioè quella particolare “truppa” che custodisce il Campidoglio ormai da otto secoli, cosi come il sindaco di Roma ha voluto sottolineare nel suo discorso celebrativo.
Ma chi sono questi cittadini del simpatico centro viterbese ?
Nella congerie di notizie che compaiono sui media ci si è dimenticati di ricordare il come e perchè il Campidoglio a Roma è “custodito” da un nucleo di vitorchianesi da ben otto secoli.
Avvenne nella seonda metà del 1200 quando tra le città di Roma e Viterbo non c’era buon sangue per cui in un episodio guerresco le mura di Roma vennero distrutte dai viterbesi poi ricostruite dai vitorchianesi ai quali venne concesso fregiarsi nello stemma comunale in giallorrosso l’acronimo SPQR al pari della Città di Roma, come avviene ancora oggi, manche ottenere l’incarico per i suoi cittadini di costituirsi guardie del Campidoglio.
Spetta l’onore ai Fedeli di Vitorchiano suonare la “Patarina”, la campana della torre del Palazzo senatorio sul colle fatale di Roma.
Alla cerimonia dei festeggiamenti del 21 aprile, meglio conosciuto come “Natale di Roma” il sindaco di Vitorchiamno Grassotti ha fatto dono al Sindaco di Roma di un bronzo denominato “Marzio” opera del maestro Cristiano Pari, presente insieme ad una delegazione di cittadini Vitorchianesi accompagnati dai consiglieri comunali e membri della Giunta.






