
Redazione
Viterbo,21.4.26
Il centro destra viterbese esiste solo nelle intenzioni di voto dei cittadini, ma è assente nei fatti della politica.
I partiti nazionali che ne fanno parte, Vannacci a parte, ognuno va per la sua strada.
Nessuno sarà in grado formulare una proposta vincente con un candidato sindaco che possa contrastare gli avversari rappresentati oggi dal centro sinistra a “campo largo” ed il movimento frontiniano.
Allo stato dei fatti il piatto è servito: un Frontini bis alle porte.
Manca un anno alla scadenza del quinquennio frontiniano, ma per una formale opposizione a questa giunta non appaiono seri segni per un cambiamento. Solo un blaterare tra i cacicchi locali di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega con l’incognita Vannacci, anche con qualche “problema” di inciucio.
Nel centro destra viterbese non sarà facile in tale congerie di ipotesi, proporre programmi per lo sviluppo della Città trovando un personaggio unico capace di catturare il voto sicuro per una vittoria.
E’ proprio il caso dire, come a Napoli: tanti galli a cantà non schiara mai journo”.
E’ ovvio che l’elettorato ad oggi è spaesato, nulla si capisce cosa accada nelle segrete stanze delle sedi dei partiti; questo accade, sia per i simpatizzanti dell’uno o dell’altro schieramento, con il risultato che ad oggi un’eventuale nuova votazione non potrà che rimettere la Frontini sul trono dopo un ballottaggio al massimo dell’astensione,
In definitiva un sindaco eletto dalla minoranza degli elettori, ma sempre Sindaco, anche di “minoranza”.
Quello che accadrà a Civita Castellana sarà replicato a Viterbo tra un anno.
Certamente ci sarà un vincitore, ma nessuno con un seguito dei partiti “classici” ma solo sostenuto da confusi movimenti locali, rissosi, con solo voglia governare, senza però, esserne capaci.
Chi rimette è il cittadino. Come sempre.






