
Se il Comune non ci sente, facciamoci sentire. Abbiamo provsto con ogni mezzo diplomatico, ma siamo stati derisi. Adesso dimostriamo il ridicolo delle scelte degli assessori comunali con un mezzo sonoro.
Il “cazelorazo”, cioè strepito provocato dal battere pentole e padelle, usare fischietti e trombe da stadio e, perchè no, suonando anche a distesa i clakson delle nostre auto, la nostra protesta potrà essere portata a conoscenza nelle segrete stanze del palazzo Comunale.
Per la Giunta conta più la circolazione in bici di qualche ragazzino (perchè non ha l’età del motorino), o prendere l’elemosina del PNRR (comunque soldi da restituire) piuttosto l’esigenza dei cittadini che vanno al lavoro e degli imprenditori che hanno aperto un’attività su una via che sarà proibita.
Una doverosa civile protesta, prima che, nell’urna delle elezioni comunali l’anno prossimo, sarà totale.







