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Le differenze e i punti in comune tra fondi comuni e SICAV per investire con oculatezza

Nel variegato mondo degli investimenti, ci sono due strumenti solitamente usati come sinonimi, ma che in realtà presentano delle piccole differenze: i fondi comuni e le SICAV. Prendendo spunto dal sito di Online Sim, un’autorevole e affidabile piattaforma digitale per gli investimenti, abbiamo spiegato cosa sono fondi e SICAV, in cosa si differenziano e quali sono i punti in comune.

I fondi comuni sono patrimoni gestiti da una Società di Gestione del Risparmio (SGR) e la banca depositaria del fondo verifica che le operazioni fatte dalla stessa SGR siano regolari. Le SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile) sono invece vere società per azioni in cui l’investitore diventa socio e azionista.

Entrambi sono strumenti di risparmio gestito, ma con delle differenze. Nei fondi comuni l’investitore acquista delle quote, ma non ha potere decisionale; nelle SICAV l’investitore compra delle azioni e ottiene anche diritti amministrativi, come il diritto di voto nelle assemblee.

Nei fondi il patrimonio è separato da quello della società di gestione. Nelle SICAV il capitale sociale coincide esattamente con il patrimonio netto della società e varia continuamente in base alle richieste di acquisto o rimborso delle azioni. Spesso i fondi comuni sono di diritto italiano, mentre le SICAV generalmente sono di diritto estero.

Passiamo adesso alle analogie. Entrambi gli strumenti hanno lo stesso obiettivo, cioè raccogliere i soldi di tanti piccoli risparmiatori per unirli in un unico grande portafoglio. Questo gruzzolo viene poi affidato a un professionista, che lo investe sui mercati finanziari. L’obiettivo principale è far fruttare il denaro il più possibile, ma tenendo sempre sotto controllo i rischi che comunque sono inevitabili nel mondo degli investimenti.

Proprio per questo motivo, entrambi gli strumenti seguono regole molto severe e fanno parte della famiglia degli OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio), quindi sono sottoposti alla vigilanza da parte della Banca d’Italia e di Consob. Sia i fondi che le SICAV possono essere acquistati tramite i canali tradizionali, come la propria banca, i consulenti finanziari o le SIM (Società di Intermediazione Mobiliare). Inoltre, a decidere come investire il denaro sono quasi sempre le stesse strutture specializzate, ossia le già citate SGR.

Da un punto di vista pratico dell’investitore, rischi e rendimenti sono analoghi. In entrambi i casi è possibile investire in diversi mercati finanziari, per poi decidere di vendere o disinvestire in qualsiasi momento.  I costi sono piuttosto simili, infatti entrambi i prodotti prevedono delle spese che riducono il guadagno finale. Ci sono le commissioni da pagare per entrare e per uscire, quelle per il lavoro del professionista e talvolta un bonus se i risultati sono ottimi. In definitiva le differenze tra fondi e SICAV sono molto sottili, le uniche cose che contano sono il rischio che si è disposti a correre e cosa si vuole ottenere da quel capitale.

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