
Redazione
Viterbo,7.5.25
Nel 2007 venne varato dall’Amministrazione provinciale di Viterbo un “testo unico” relativo la disciplina delle attività nautiche nelle acque interne della Provincia, con il faro acceso sul Lago di Bolsena, maggiore specchio d’acqua interessato alla nautica professionale, didattica e da diporto.
A 18 anni da quella data, la Provincia sta lavorando per un “tagliando” al Regolamento stanti le novità intervenute e, sopratutto all’adeguamento della disciplina dell’esercizio attività marinaresche in ambito nazionale ed europeo.
Giorni fa, il presidente della Provincia Romoli ha annunciato che dopo la fine della stagione nautica sul Lago di Bolsena, che termina per l’uso di natanti a motore il 31 ottobre, sarà vietato l’uso dei motori fuoribordo a due tempi. Quindi, da 1 marzo 2026, nessun natante potrà solcare le acque vulsinee se non provvisto di moderno motore a 4 tempi.
Un breve cenno per ricordare che il motore a due tempi utilizza benzina miscelata con olio lubrificante, mentre, quello a quattro tempi solo benzina avendo lubrificazione separata. In pratica, il motore a due tempi rilascia una porzione di olio lubrificante incombusto che determina fumosità e, nel caso di uso in acque quella di un possibile velo di olio in superfice. Ecco quindi, il motivo del niet all’uso del fuoribordo. Il velo di olio in superfice di uno specchio d’acqua è certamente un inquinanamento da combattere.
La produzione mondiale di motori fuoribordo sin dal 2007 realizza solo motori a quattro tempi proprio nell’esigenza ambientale e, soprattutto di economia di consumi, per cui ad oggi, nemmeno nel caso dell’ultima casa che li ha mantenuti in produzione sino al 2020 (La Evinrude), possono costruirsi motori FB se non a quattro tempi.
Pertanto ,ritenendo che ormai da circa venti anni non si producono più motori a due tempi, il problema della sostituzione dei motori non è urgente perchè di fatto la quasi totalità dei motori in circolazione è ormai “conforme”: Restano, però, in esercizio motori anziani, ma ancora efficenti che muovono vecchie barche, considerando, In particolare, che l’uso nelle acque interne in acqua dolce, ogni manutenzione è più semplice che in quella marina, che provoca corrosioni maggiori.
Infatti, nel lago di Bolsena non è infrequente osservare vecchie barche mosse da obsoleti motori a due tempi nonchè motori di minima potenza ausiliarie di barche a vela cabinate per uso manovre in porto e rientro in assenza di vento.Altrettanto molti pescatori professionali hanno ancora in uso vecchi motori applicati alle tradizionali imbarcazioni del lago.Non parliamo poi del collezionismo di tali motori.
In questa situazione, cioè, dell’uso di vecchi motori applicati a barche classificate d’epoca presso i relativi registri e di minimo uso del motore da parte di barche da regata, nonchè da pesca,va riposta attenzione da parte del “legislatore” provinciale in occasione della riforma del Regolamento che prevederà divieto dei “due tempi” proposto dopo la fine della corrente stagione.
Si auspica da parte della Provincia una disamina delle particolari situazioni che possano consentire in futuro l’uso del fuoribordo a due tempi, facendo presente, per es. che le imbarcazioni storiche, quelle professionali da pesca e da istruzione nautica.
Dovrà essere consentita deroga per le barche classificate storiche (vedansi per es, regolamenti di circolazione di auto storiche e per quelle classificate professionali nei loro registri.





