
Riceviamo e pubblichiamo
Viterbo,23.3.26
Nella congerie di notizie che hanno riempito nei giorni scorsi i media nazionali, è forse sfuggita quella che si riferisce alla applicazione della Legge Gelli-Bianco cioè la L.24/17 che disciplina la responsabilitò professionale sanitaria e la sicurezza delle cure.
In Italia, infatti, vi era stata una proliferazione di richieste di indennizzo da parte del pubblico nei confronti delle strutture sanitarie pubbliche e private per responsabilità nell’attività medico sanitaria. Si era pertanto creata una disordinata richiesta di risarcimento. Tutto ciò ha reso necessaria una regolamentazione che è avvenuta per legge nazionale, appunto, andata, a pieno regime l’altra settimana
Vediamone i contenuti.
“Èentrato in vigore l’obbligo per tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, di adeguarsi introducendo strumenti di gestione del rischio clinico e dei sinistri.
Dal 16 marzo 2026 è terminato, infatti, il regime transitorio previsto dal decreto attuativo della Legge 24/2017 (Legge Gelli-Bianco), che disciplina la responsabilità professionale sanitaria e la sicurezza delle cure. In Italia il contenzioso sanitario genera ogni anno migliaia di richieste risarcitorie, con un impatto economico significativo tra costi assicurativi, fondi rischi e contenziosi legali.
La scadenza rappresenta quindi un passaggio importante per ospedali, cliniche e poliambulatori. La mancata conformità ai nuovi obblighi potrebbe infatti incidere sulla posizione difensiva delle strutture in caso di contenzioso, con riflessi anche sui percorsi di autorizzazione e accreditamento.
Tra gli adempimenti più significativi vi è l’obbligo, per ogni struttura, di dotarsi di un Comitato Valutazione Sinistri, interno oppure istituito tramite convenzione, ovvero un team multidisciplinare che ha il compito di analizzare e valutare le richieste risarcitorie, verificandone la pertinenza e la fondatezza sotto il profilo medico-legale, clinico e giuridico. Il provvedimento rafforza inoltre un altro pilastro introdotto dalla Legge GelliBianco, ossia l’obbligo per le strutture di predisporre una relazione annuale sulla gestione del rischio sanitario, documento che deve analizzare l’efficacia dei processi adottati, confrontare i risultati con gli anni precedenti e individuare eventuali criticità organizzative. “Il vero cambio di paradigma – conclude Fulvio Basili, presidente di ECOSafety, gruppo specializzato nella consulenza sul rischio clinico – è passare da una gestione reattiva del contenzioso a una gestione preventiva del rischio clinico, nella quale organizzazione, formazione e tecnologia lavorano insieme per ridurre gli eventi avversi e migliorare la sicurezza dei pazienti”.






