18042026Headline:

Ha vinto il NO, ma è una “vittoria di Pirro”: gli elettori hanno votato “a casaccio”. Un voto trasversale che non cambia le intenzioni per le politiche

Nessun "segno" politico dai risultati

L'immagine attuale non ha un testo alternativo. Il nome del file è: Referendum-immagine-OIP-1.jpg

Redazione

Viterbo,24.3.26

Per il cd. “campo largo” il risultato del voto al Referendum è stato letto come un voto politico contro il governo in carica, pertanto, dimostrata, un’inversione di tendenza degli elettori da simpatie per il centro destra verso il centro sinistra.

Sbagliato. Se è anche vero che la propaganda per il NO è stata diffusa come possibilità di dare una spallata alla Meloni, il risultato del voto dimostra una ampia traversalità che impedisce una lettura univoca.

Infatti, la lettura analitica dei risultati, Regione per Regione, Provincia per provincia, Comune per comune, in particolare, quelli di Viterbo, da un risultato diverso dalle “note” tendenze politiche dei loro cittadini.

In Comuni come Canepina, ritenuto “rosso” vince il SI, anche per un solo voto, a Proceno di “destra” vince il NO, interessante la lettura del voto di Marta (un plebiscito per il SI), quella di Montefiascone, dove governa la sinistra, i suoi cittadini elettori del SI quasi doppiano quelli del NO, a Nepi di destra, quasi parità e cosi per tanti altri dei comuni della Tuscia.

Cosa significa questo ?.Che il voto degli elettori al Referendum risulta “svincolato” dalle simpatie politiche di ognuno. Un dato importante che dovrebbe togliere la “gioia” dei leader del “campo largo” che ritengono possibile che i voti per il NO nella loro interezza siano trasferiti alla sinistra, cosi gia pregustandoo una vittoria l’anno prossimo alle “politiche”.

Innanzitutto, ogni votazione ha sue particolarità, quelle amministrative hanno una loro logica, quelle politiche un’altra, figuriamoci quella referendaria che tocca soltanto un tema in discussione.

L’analisi del voto, che comunque appare specioso per l’impossibile conferma sull’urna, ma solo basato su exit poll sempre di incerta provenienza, rappresenta l’ipotesi che molti elettori di Fratelli d’Italia (11%) abbiano espresso “NO” ed altrettanto quelli del PD per il SI, cosi facendo intendere che all’interno dei partiti politici maggiori italiani non vi è in tutto e per tutto una piena adesione alle rispettive politiche dei loro leader.

In Fratelli d’Italia serpeggiano malomuri di qualche elettore per la politica indivaga della premier in particolare in politica estera filoatlantica invisa dai “puri e duri”, cosi come nel PD,: l’appiattimento verso le sinistre estreme non è certamente ben gradito ai moderati di estrazione cattolica ex DC.

L’occasione di poterlo dimostrare è stato quello del voto referendario. In tale votazione non era in giuoco la direzione politica della nazione, perchè questo spetta alla prossima elezione politica di fine quinquiennio, ma solo una riforma dell’amministrazione della giustizia, peraltro in molti punti condivisa tra i favorevoli del “NO” che in passato ne furono promotori.

Se avesse vinto il SI, nulla nell’immediato sarebbe mutato, perchè per mettere a “regime” questa riforma occorono tempi lunghi e tanti dibattiti partlamentari per il varo di leggi delegati con il possibile annacquamento dei risultato referendario (ricordiamo il Referendum sulla responsaiblità civile dei giudici, praticamente vinto al 90%, ma praticamente non attuato), mentre la vittoria del “NO” lascia le cose come stanno, ma non proprio.

Un dibattito nazionale sullo stato pietoso del funzionamento del CSM è emerso, quindi, da parte delle componenti associative dei magistrati, un’interna discussione sarà certamente fatta per non cadere ancora in un “sistema Palamara” , proprio quello che ha determinato nei cittadini una sfiducia nei confronti della giustizia.

“Vittoria di Pirro”, quindi in ogni caso.

In conclusione. Il voto “NO” non rappresenta assolutamente un’inversione di tendenze politiche dei cittadini italiani, nemmeno un preavviso di sfratto al governo Meloni, ma soltanto qualche “resa dei conti” all’interno degli schieramenti, ma certamente un elemento di riflessione per il CSM sul suo prossimo funzionamento che dovrà essere ricondotto ai criteri costituzionali che gli competono.’

Policy per la pubblicazione dei commenti

Per pubblicare il commenti bisogna registrarsi al portale. La registrazione può avvenire attraverso i tuoi account social, senza dover quindi inserire ogni volta login e password o attraverso il sistema di commenti Disqus.
Se incontrate problemi nella registrazione scriveteci webmaster@viterbopost.it
Portale realizzato da