
Redazione
Viterbo,23.3.26
La Provincia di Viterbo, per merito della sua collocazione geografica baciata dal sole e dal vento, gode del primato laziale dello sviluppo di fonti energetiche alternative: eolico e fotovoltaico.
Le imprese del settore, con la compiacenza degli agricoltori, hanno sul territorio viterbese sparso impianti che valgono il 80% degli impianti dellei altre province laziali.
Pertanto, se da una parte la collocazione di impianti eolici e fotovoltaici è stato frutto della particolare posizione dei territori del viterbesi, dall’altro canto, però, si è notata una deindustriliazione della agricoltura, i cui imprenditori hanno preferito l’incasso di somme per la disponibilità dei terreni in luogo di faticosa ed incerta produzione agricola.
A questo punto, è ovvio che sia necessario, non un freno allo sviluppo della generazione di energie alternative (sempre benedette rispetto alle risorse fossili), ma, per legge, una regolamentazione che tenga conto del paesaggio e della trasformazione dei territori passati da agricoli ad “industriale”
A Montefiascone,.Sabato 28 marzo alle 9.30, presso la Rocca dei Papi di Montefiascone, si terrà un’Assemblea pubblica per presentare ai rappresentanti della Regione Lazio una serie di proposte in vista dell’approvazione della legge regionale sulle aree idonee e non idonee per gli impianti di energia rinnovabile, attesa entro maggio 2026.
Un’ Assemblea che vede la partecipazione delle principali associazioni agricole, imprenditoriali e biodistretti, comitati locali, associazioni ambientaliste nazionali, sindaci, uniti nella difesa di un territorio.
Indubbiamente, nelle conclusioni che saranno adottate sarà presente un substrato ambientalista strisciante anche se solo di carattere consultivo per il varo di una prossima Legge Regionale sul tema della individuazione di aree idonee sia per ulteriori impianti siano essi di fotovoltaico o eolico.
Però, tutti, dobiamo considerare che proprio in questi giorni il nostro Paese è schiavo ancora dell’energia fossile, cioè petrolio e gas che viene importato, per cui, in attesa di pronto riavvio del programma nucleare intererrotto da uno sciagurato referendum, la produzione di energie alternative è primario.
Bene, d’accordo, salvagurdare l’ambiente rurale della provincia di Viierbo e delle sue particolari culture agricole (vedasi il grano duro di maremma), ma si deve considerare che gli impianti di energia alternativa, come oggi gli conosciamo, sono sempre impianti removibili, al contrario dell’idrolettrico che richiede irreversibili costruzioni di bacini idrici.
Infatti, in un prossimo futuro, qualora l’energia si potrà produrre senza necessita di stendere ulteriori ampi campi fotovoltaici (comunque oggi posti in altezza dal suolo che consente prosecuzione di produzione agricola) o erigere torri eoliche, ogni relativo impianto potrà essere demolito cosi restituendo all’ambiente il suo aspetto originario.
Sicuramente una Legge regionale sarà indispensabile per coordinare a livello regionale la materia oggi solo “regolata” a modo confuso dagli enti territoriali implicati nella concessioni richieste e dei vari giudicati della giustizia amministrativa.
Ma, attenzione, lo stretto di Hormuz ed altre aree geografiche dalle quali proviene la maggiore necessità di approvvigionamernto energetico italiano sono sempre a rischio come lo saranno sempre
Diversivichiamo al massimo e sfruttiamo le nostre risorse che non solo solo eoliche e fotovoltaiche, ma anche geotermiche.
Non vorremmo che associazioni ambientaliste dettino “legge” in occasione del Convegno di domani a Montefiascone per motivi di becero retrogrado ambientlaismo, ma, in questa sede si trattino soluzioni tecniche necessarie perchè ancora oggi sia facile la prosecuzione del programma sviluppo energie alternative INDISPENSABILE per il progresso dell’intera Italia..






