22102026Headline:

Allora ? Non una fake news, ma un procurato allarme la notizia dei dispersi sul Lago di Bolsena

Un allarmismo eccessivo è veramente dannoso

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Lago di Bolsena

Redazione

Viterbo,17.8.25

Mentre tiriamo un respiro di sollievo alla notizia che le ricerche dei “dispersi” sul lago di Bolsena dopo il violento temporale che vi era abattuto nel pomeriggio di Ferragosto, siano state concluse e che nessuno era veramente disperso nelle acque, una riflessione viene spontanea.

Non siamo qui in un’ipotesi di fake news che purtroppo costella la cronaca giornalistica, ma della commissione di una condotta penalmente rilevante. Il Codice penale vigente punisce il “procurato allarme”, che, secondo l’articolo 658 C.p. è il reato commesso da chi, annunciando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, crea allarme presso le autorità, enti o persone che esercitano un pubblico servizio. La pena prevista è l’arresto fino a sei mesi o un’ammenda da 10 a 516 euro. 

Nei fatti descritti appare evidente che qualcuno abbia allertato le Forze di polizia e Vigili del fuoco andando riferire che, in seguito all’improvviso fortunale, un mezzo nautico con persone a bordo si era perduto.

Evidentemente nessun mezzo di soccorso pubblico si mette in moto se non di fronte ad una comunicazione “ufficiale” telefonica ad un 113, 112, 115, ma di questo non si ha notizia. In questo caso, il rintraccio del “denunciante” non sarebbe difficile per le registrazioni dei mittenti ai telefoni di soccorso e di conseguenza individuarlo ai fini di contestargli la condotta vietata dall’art. 658 c.p.qualora la “notizia” sia falsa. messa su da un bontempone. In ogni caso, ad una notizia di un evento particolare, è ovvio che la macchina dei soccorsi proceda. Infatti, nell’ipotesi odierna di quanto riferito sul Lago di Bolsena, può essere anche accaduto che la messa in moto dei soccorsi sia stata per “un passa parola” messo su da catastrofista che in effetti ebbe notare natanti in difficoltà per il forte vento.

Nei fatti, peròi, si è potuto verificatare che nessuno aveva riferito di persone mancanti, di imbarcazioni non tornate nei punti di approdo, ma solo dell’avvistamento di una barca abbandonata alla deriva probabilmente disancoratasi autonomamente senza persone a bordo.

Traiamo conclusioni. A tutti noi può capitare di asssistere ad un evento straordinario, siano esso calamitoso accidentale o causati dall’attività umana, per cui, noi tutti siamo obbligati socialmente riferirli alla pubblica autorità, dovendone diversamente essere accusati di omissione di soccorso (art.593 c.p.) Ma attenzione, si riferiscano alle autorità fatti reali, di essi si diano con la massima precisione il luogo e l’ora. Soltanto in queste condizioni di notizie per chi spetta intervenire ha la possibilità concreta di un salvataggio di persone e cose in pericolo.

In “attenti al lupo” generico provoca per l’amministrazione pubblica dispendio di risorse, allarmismo tra la gente con conseguenze imprevedibili a questo punto veramente dannose.

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