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Vincenzo Ceniti venerdi 6 novembre presenta il suo libro “Sussurri di Tuscia” (Ed.Settecittà)

Un amarcord di Viterbo che fu

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Riceviamo e pubblichiamo

Viterbo,30.10.26

Il nuovo libro di Vincenzo Ceniti “Sussurri di Tuscia” (Ed. Sette Città, pagg. 250) verrà presentato venerdì 6 novembre alle ore 16,30 nella Sala Conferenze del Museo della Ceramica della Tuscia (Fondazione Carivit, via Cavour 67 Viterbo).

Seguirà una degustazione di olio novello del Frantoio “Il Paradosso” con calice di “Tellus Rosé” della Cantina Famiglia Cotarella e la partecipazione dell’Accademia Intrecci. 

Il libro “Sussurri di Tuscia” parla di noi con incursioni d’antan  tra le maglie del Viterbese alla caccia di segreti, umori e curiosità. Un viaggio in bianco e nero dal dopoguerra ad oggi, gironzolando qua e là tra le antiche pietre di vicoli e rocche, alle prese con santi e briganti, genti nostrane, piatti gustosi e vip capitati  per caso.

Nell’agile premessa, Paolo Procaccioli condivide  il gusto dell’Autore per la narrazione di memorie, mormorate peraltro a voce bassa, come  l‘apparente chiacchiericcio dei  tre personaggi di copertina tratti dall’affresco di Lorenzo da Viterbo nella cappella Mazzatosta di Santa Maria della Verità.

Nei consigli al lettore  Ceniti mette le mani avanti e precisa che molti degli articoli riuniti nel libro si riferiscono a date diverse e quindi risentono del tempo in cui sono stati scritti. Ma questo conta poco. Seppur assemblati alla rinfusa senza trame preordinate, sappiamo che sono apprezzati  proprio perché tratti dal fecondo terreno di vulgate e racconti popolari.

Ecco allora farsi avanti i campi di nudisti, anni Trenta, presso la sorgente del Bulicame, o le assolate giornate del Cinquanta nelle spiagge di Tarquinia all’ombra di precari capanni di cannucce, con la foce del Marta a portata di passeggiata e di bagno mare-fiume. Ma anche scenari felliniani, come il castello Odescalchi di Bassano Romano inserito  nella “Dolce vita”, o gli interminabili tressette  nelle fumose osterie di paese, molte delle quali salite di categoria per approdare ad  accoglienti ristori. La sorpresa a Donnafugata in Sicilia di trovare una loggia spiccicata a quella del palazzo dei Papi di Viterbo fa il pari con  la foto-ricordo di  Giacomo Puccini davanti  alla chiesa di  San Pietro di Tuscania quando andava a  quaglie in Maremma, o con le Mille Miglia vecchia maniera, i cui “bolidi” attraversavano la città a cento all’ora.

Il libro verrà presentato da Vera Anelli, responsabile del Museo Universitario “Spazio Sma” dell’Università della Tuscia.

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