29042024Headline:

“Pensionati, per ora non pagate”

Il consiglio dello Spi Cgil a chi ha ricevuto solleciti da parte della Regione

Marisa Roberti, segretaria provinciale dello Spi Cgil

Marisa Roberti, segretaria provinciale dello Spi Cgil

I furbetti paghino le loro inadempienze, ma i cittadini onesti aspettino a saldare. Così si sintetizza la nota di Marisa Roberti, sindacalista dello Spi-Cgil, che interviene sul caso ticket sanitari. “In questi giorni sono arrivate numerose segnalazioni e richieste di chiarimento sulle lettere di recupero dei ticket sanitari non pagati, inerenti le annualità 2009 e 2010, che la Regione Lazio sta inviando – spiega la Roberti in una nota -. È infatti partita una prima fase, cosiddetta bonaria, di recupero dei ticket sanitari per tutti i cittadini che hanno usufruito dell’esenzione senza averne diritto. Come Spi-Cgil precisiamo che, nei casi in cui non si aveva effettivamente diritto alla esenzione ticket, è giusto che vengano fatti i dovuti controlli e recuperate le somme: chi ha fatto il furbetti ha arrecato un danno a tutti i cittadini onesti. Ma va anche precisato che richiedere pagamenti inerenti a prestazioni del 2009 e 2010 rende davvero difficoltoso per l’utente il recupero e la verifica della documentazione. Molto spesso, poi, i destinatari sono anziani che hanno superato i 65 anni e per loro recuperare il materiale può diventare un’impresa davvero complicata”. 

Insomma, va bene sanare le posizioni ritenute fuori legge, ma con le dovute cautele. “È proprio allo scopo di fornire un aiuto ai cittadini in difficoltà che lo Spi Cgil di Roma e del Lazio e  il Caaf Cgil sono intervenuti tempestivamente per tutelare i cittadini – avverte la sindacalista – e hanno offerto alla Regione la disponibilità al controllo da parte della società fiscale Lasea della Cgil. Dopo i solleciti ricevuti, proprio la Regione ha prorogato i termini di pagamento inizialmente previsti in 30 giorni dalla ricezione dell’avviso fino a 90 giorni. Si è, inoltre, dichiarata disponibile a verificare entro la settimana la possibilità utilizzare per i controlli gli uffici fiscali dei Caaf. Un passo avanti che però secondo noi non basta: nel Viterbese, in alcuni casi le cifre da pagare superano i mille euro. Sarebbe pertanto utile prevedere altre forme di dilazione e rateizzazione, prima di ricorrere al recupero coattivo con Equitalia. In attesa, s’invitano coloro che hanno ricevuto gli avvisi ad attendere qualche giorno che la Regione si pronunci,  in modo che i Caaf possano raccogliere le pratiche e aiutare gli interessati a stabilire se la richiesta è fondata o si tratta di un errore”.

Verificata la correttezza dell’avviso, il pagamento dovrà essere effettuato entro 90 giorni dalla ricezione delle richieste, secondo le seguenti modalità: pagamento presso gli sportelli Cup degli enti del servizio sanitario regionale; pagamento presso gli sportelli delle Poste utilizzando il bollettino premarcato; pagamento a mezzo bonifico bancario, ma in questo caso è necessario riportare nella causale del bonifico l’ID pratica riportato nel frontespizio dell’avviso.

"Per ora, non pagate": il consiglio dello Spi Cgil a chi ha ricevuto cartelle di ticket sanitari arretrati da parte della Regione

“Per ora, non pagate”: il consiglio dello Spi Cgil a chi ha ricevuto cartelle di ticket sanitari arretrati da parte della Regione

“I dati a livello regionale dimostrano che dallo screening su un milione di cittadini esenti, sono emersi circa 235mila casi di soggetti che hanno usufruito dell’esenzione per reddito di prestazioni sanitarie senza averne diritto – conclude la rappresentante della Cgil -. I controlli sono stati fatti sulle due annualità 2009 e 2010, incrociando i dati con l’anagrafe tributaria dell’Agenzia delle Entrate. La Regione ammette che è stato riscontrato un margine fisiologico di errore nell’invio della comunicazione all’incirca del 3%. In questi casi l’ente regionale sta predisponendo una nuova lettera da inviare ai precedenti destinatari, che annulla, agendo in autotutela, gli avvisi bonari precedentemente inviati. Il recupero dei ticket evasi non serve solo per far cassa, ma anche un’operazione di giustizia sociale, purché a pagare sia solo chi effettivamente ha usufruito impropriamente di un’agevolazione non dovuta”. 

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