06032026Headline:

Superstrada sì, ferrovia forse

Enrico Panunzi

Enrico Panunzi

Sulla trasversale ci sono letture trasversali. Perché va bene che l’Anas, con toni trionfalistici stile Armando Diaz, ha annunciato ieri l’aggiudicazione dell’appalto per il tratto Cinelli – Monte Romano Est (6.4 chilometri), ma è vero pure che ci sono voluti otto mesi per arrivare a questo passaggio. E adesso che l’associazione temporanea di imprese ha avuto il via libera, ci sono ancora dei passaggi fondamentali da completare, tipo la firma dei contratti e l’apertura dei cantieri. Morale: “Si rischia di arrivare al 2018 – considera il consigliere regionale del Partito democratico Enrico Panunzi – Perciò, per quanto mi possa ritenere soddisfatto di questo primo risultato, e lo sono, spero che adesso si possa accelerare un po’ sul cronoprogramma, anche perché la Rnegione ci ha messo i soldi, tutti, e senza la lettera di sollecito scritta in luglio dal presidente Zingaretti ho l’impressione che ci sarebbe voluto ancora più tempo”. Anche perché la trasversale, costruita a pezzi, inaugurata almeno quattro volte, e il traguardo di Civitavecchia – o meglio dell’Aurelia e della futura autostrada Tirrenica – è ancora un mezzo miraggio.
Note tecniche: l’associazione temporanea di imprese (Donati spa, Ircop spa, Salc srl e Ietto spa) ha ottenuto la costruzione dei 6.4 chilometri a quattro corsie, con tracciato quasi parallelo all’Aurelia bis, completo di viadotti e gallerie, per un lavoro di oltre 57 milioni di euro, finanziati interamente dalla Regione.
Ma per le infrastrutture viterbesi (e tutto sommato del centro Italia) anche oggi può essere un giorno cruciale. In sesta commissione, quella presieduta dallo stesso Panunzi, alle ore 15 si affronterà un altro spinoso argomento per i trasporti di casa nostra. Non un’incompiuta come la trasversale su strada, ma – peggio – un’abbandonata come la ferrovia Orte – Capranica – Civitavecchia. “Ho preso io stesso l’iniziativa – spiega il consigliere canepinese – perché credo che sia arrivata l’ora di fare chiareza, in modo definitivo, su quest’opera che oggi versa in stato di abbandono. Un’opera fondamentale nell’ottica di un assicurare un collegamento su ferro tra il porto marittimo di Civitavecchia e l’interporto merci di Orte, ma che pure deve confrontarsi con lo stato attuale dei fatti. C’è un progetto europeo sulla sua ristrutturazione e riattivazione, ma quello che ci interessa è chiarire se ci siano i soldi e quali margini tecnici di intervento ci siano. Occorrono risposte chiare per capire se la Tuscia, il Lazio e il centro Italia possano contare in futuro su questo asse oppure se il discorso debba essere archiviato”. Insomma: risolvere una volta per tutte un equivoco che spesso è servito più alle strumentalizzazioni politiche che ai reali progetti. Oggi, al cielo piacendo, lo sapremo.

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