Una delle nuove frontiere delle potenzialità di sviluppo dell’Unione europea risiede in quella che viene definita come «economia circolare», ovvero un modello di produzione e di distribuzione delle risorse e dei prodotti che pone al centro la sostenibilità del sistema e in cui le materie, fino a oggi considerate “di scarto”, vengono costantemente riutilizzate. Si tratta di una vera e propria rivoluzione rispetto all’approccio tradizionale che dal prodotto arriva al rifiuto da smaltire.
In questo contesto si è svolta a Bruxelles una conferenza dal titolo «Ricerca e Innovazione per una economia circolare nelle Regioni europee», promossa dalla Regione con il contributo fattivo della struttura Rersue e dell’area rapporti con l’Unione europea, in collaborazione con l’Università della Tuscia e sotto il patrocinio della Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea.
“L’economia circolare, oltre a garantire una risposta alla costruzione di un modello di sviluppo ecosostenibile, offre molteplici e concrete risposte a una delle sfide più importanti che i governi, nazionali e regionali, stanno affrontando: assicurare un sostegno efficace alla competitività del settore industriale e del manifatturiero. Ci appare sempre più chiaro – ha spiegato l’assessore allo sviluppo Economico della Regione Lazio, Guido Fabiani – come senza una visione strategica di lungo periodo, non esistano best-practices che da sole possano garantire un impatto reale sui territori. Per questo, il Lazio è pronto a giocare un ruolo attivo e di apripista nel percorso che inizia oggi e che intende mettere in rete e a sistema le diverse esperienze e capacità maturate in Italia e in Europa a livello industriale, di ricerca ed istituzionale nella direzione di promuovere e approfondire l’economia circolare come paradigma per uno sviluppo economico smart, sostenibile e inclusivo, in linea con gli obiettivi più generali di Europa 2020”.
Il professor Alessandro Ruggieri, rettore dell’Università della Tuscia, ha proposto la creazione di una rete europea di università e centri di ricerca che si occupi in particolare dello sviluppo dell’economia circolare. Una proposta particolarmente apprezzata a tutti i livelli che fa dell’ateneo di Viterbo un sicuro punto di riferimento.







