22022018Headline:

Elezioni: per ora il Pd batte il Pdl per 5-0

camera deputatiE adesso che le liste per il Parlamento sono state finalmente compilate e consegnate, come non dar ragione a Marcello Meroi e ai suoi dieci amici che si sono autosospesi dal Pdl, denunciando l’insensibilità del vertici del partito di fronte alla classe politica della Tuscia? Il gesto, che voleva essere clamoroso, non ha spostato di un millimetro le decisioni di via dell’Umiltà. Del resto problemi ben più seri e importanti, come quello di Nicola Consentino (con annessi e connessi, come la sparizione delle accettazioni di candidatura), hanno occupato l’intera giornata di lunedì di Silvio Berlusconi e Angelino Alfano. I quali – tra le altre cose – hanno dovuto onorare la cambiale con Domenico Scilipoti e Antonio Razzi, eroi dell’autunno 2010, quando salvarono il Governo del Cavaliere dall’assalto di Gianfranco Fini.
E allora la voce di Marcello e dei suoi fratelli è rimasta inascoltata nel deserto, tanto che nelle liste per il Lazio due il Pdl ha iscritto Francesco Battistoni (giustiziere di Franco Fiorito alla Regione) al numero sei per la Camera e la quota rosa Laura Allegrini in tredicesima posizione al Senato. Gli altri, ovverosia  Alessandro Cuzzoli (settimo posto) e Sandrino Aquilani (decimo posto) alla Camera, nonché Paolo Equitani (diciassettesimo posto) al Senato, dovranno solo affidarsi a Pierre de Frédy, barone di Coubertin, recitando il motto olimpico “L’importante è partecipare”.
Ma anche per i due vessilliferi del Pdl viterbese entrare nei rispettivi rami del Parlamento sarà impresa tutt’altro che facile. Se infatti andiamo a vedere i risultati delle ultime politiche (svoltesi nel 2008), nel Lazio due il Pdl portò a casa 9 deputati e 15 senatori (per palazzo Madama il collegio è regionale), ottenendo il premio di maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Il Pd, dal canto suo, se la cavò invece con 5 deputati e 12 senatori, mentre le briciole andarono a Udc (un seggio alla Camera) e a Idv (un seggio al Senato). Ora, almeno stando ai sondaggi, il vento è completamente cambiato, dal momento che nel Lazio il Pd è dato in testa sia alla Camera che al Senato. E allora appaiono misere le possibilità dell’ex sindaco di Proceno, nonostante gli sforzi compiuti dal suo mèntore Antonio Tajani, e praticamente nulle quelle di Lauretta. La quale ora avrà anche seri problemi di sopravvivenza, dal momento che un anno fa si lamentò pubblicamente per il misero stipendio che percepiva.
Completamente diversa è invece la situazione nello schieramento opposto. Il Pd viterbese infatti ha varato, nel collegio Lazio due per la Camera, un vero e proprio dream team, con Donatella Ferranti capolista, Beppe Fioroni al secondo posto e Alessandro Mazzoli al terzo. Più la giovane Alessandra Terrosi al settimo. Tutti col passaporto per Montecitorio già timbrato, visto che – stando alle previsioni – gli eletti dovrebbero essere da sette a otto. Poi, a fare un po’ di passerella, ci sono pure Serenella Ranucci (numero 10), Daniela Bizzarri (numero 13) e il civitonico Alessandro Angelelli (numero 14). Al Senato invece, visto che non potrà fare il nonno per mancanza di nipotini, riciccia il baffo di ferro viterbese Ugo Sposetti, piazzato in un ipersicuro ottavo posto.
Insomma, volendo fare le valutazioni sui concorrenti indigeni, per il momento il centrosinistra batte il centrodestra per 5-0. Segno questo di una diversa attenzione dei due schieramenti sul territorio viterbese. Tranne poi stare a vedere cosa saranno in grado di fare i nostri eroi, una volta eletti.
Ma, al di fuori dei Golia della politica, non sono da sottovalutare due outsider niente male: Andrea Scaramuccia, numero quattro alla Camera per La Destra, nonché Piero Camilli, numero tre al Senato per Fratelli d’Italia. E ancora: Walter Mancini (numero 4) e Umberto Cinalli (numero 6) corrono per Vendola senza molte speranze, come Giovanni Francola, numero 5 della lista Ingroia. Infine, ci sono i Grillini, capeggiati dal vetrallese Massimiliano Bernini. Ma qui fare previsioni è veramente azzardato.

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397   Commenti

  1. Passavo di qui, non ho resistito al commento. Articolo divertente, solite cadute di stile su Lauretta e Dream Team, ma quello che più mi inquieta è il target, non si comprende per chi sia confezionato. Non dice nulla di nulla, anzi non parla affatto di chi sceglie ed in base a che legge e soprattutto perchè. In fondo l’aspetto più importante, non trova?

  2. Francesco Scialacqua scrive:

    Legge elettorale, quello si che è un vero dramma italiano. Ma il dramma non finisce li perché mediamente siamo predisposti a votare di nuovo impresentabili. E’ come vivere in un paese che non ha memoria.

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