25092017Headline:

Le cifre di una crisi che non finisce mai

La demografia delle imprese. L’analisi della connotazione demografica del mondo imprenditoriale di questa provincia, elaborata dall’Ufficio Studi della Federlazio su dati Movimprese, denota nel terzo trimestre del 2012 la presenza di 38.277  imprese registrate. Nella graduatoria regionale Viterbo è al quarto posto, seguita da Rieti con 15.269 imprese e sopravanzata nell’ordine da Frosinone (46.597), Latina (57.840) e Roma (456.608).  Il tasso di crescita è del 0,19%, rispetto allo 0,15% del Lazio ed allo 0,24% a livello nazionale. Nel confronto con lo stesso periodo del 2011, in cui si registrò un tasso dello 0,38%, si assiste ad  una dinamicità piuttosto rallentata. Sul fronte dell’andamento del settore industriale, Viterbo registra un tasso di crescita negativo che è il più basso tra le province del Lazio: 1,1%, rispetto allo 0,0% di Roma, il -0,6% di Frosinone e Latina e il -0,1% di Rieti. In sostanza, come testimoniano inesorabilmente le cifre, rispetto al terzo trimestre del 2011, l’indice di sviluppo delle imprese industriali è peggiorato in tutto il territorio regionale.

FEDER1La produzione. Nel periodo luglio-dicembre nessuna delle aziende intervistate ha registrato un aumento dei livelli produttivi. Significativo anche l’incremento delle imprese che dichiarano una riduzione del volume di prodotti: dal  47,1% al  66,7%. Passano al 33,3%, rispetto al precedente 29,4%, coloro che hanno registrato una sostanziale  stabilità.

Il portafoglio degli ordini. Nessuna delle aziende del  campione ha dichiarato un aumento della domanda. Per contro, scende dal 73,3% al 62,5% il numero degli intervistati che denuncia una contrazione di ordini. Netta variazione positiva anche per le aziende che dichiarano una stabilità, che passano dal 13,3% al 37,5%. Per quanto concerne la distribuzione geografica degli ordinativi, l’indagine evidenzia un trend negativo su tutti i mercati. E’ costantemente fermo allo 0%  il novero di aziende che registrano un aumento degli ordinativi interni; di segno positivo, invece, la variazione delle risposte relative ad un livello di stabilità del mercato nazionale: dal 23,5% al 37,5%. Di rilievo anche il passaggio dal 58,8% al 62,5%, di coloro che dichiarano una riduzione degli ordini.

L’indagine evidenzia poi il trend negativo anche delle esportazioni verso i mercati dell’Unione Europea: permane fermo allo 0,0%, come nella precedente rilevazione, il dato relativo agli operatori che registrano un incremento; si dimezza, dal 55,6% al 25%, la percentuale di risposte relative alla stabilità degli ordini. Rispetto al precedente semestre, il 75% degli intervistati ha visto ridotta la domanda in ambito UE. Significativa anche la contrazione degli ordinativi sui mercati internazionali, extra UE: rispetto alla precedente indagine scende del -20% la percentuale degli intervistati che ha registrato un aumento, che risultano pari allo 0,0%. Parallelamente sale, dal 50% al 75%, il numero di piccole e medie imprese viterbesi che evidenziano un valore di ordini ridotto rispetto alla prima metà del 2012 e si riduce, dal 30% al 25%, la quota di intervistati che giudica stabili le vendite in questi mercati esteri.

Il fatturato. Gli operatori che hanno registrato un aumento sono scesi dal 13,3% all’ 8,3%. Tendenzialmente di segno diverso il dato relativo alla stabilità: rispetto al 13,3% dei primi sei mesi dell’anno, il 41,7% del campione ha dichiarato un fatturato assestato sui livelli precedenti. In calo anche le imprese che ha registrato una diminuzione: dal 73,3% al 50%.

Lo scorporo di questo dato, evidenzia per il mercato italiano una variazione positiva del numero delle imprese che registrano aumenti di fatturato: l’ 8,3% rispetto al precedente 5,9%.

L’occupazione. La situazione non varia nella maggioranza degli operatori intervistati: gli organici sono risultati stabili nel 66,7% delle aziende, rispetto al 52,9% della precedente rilevazione. Scende del -23% il numero di intervistati che dichiara un incremento delle assunzioni (0,0% rispetto al +23,5% della precedente rilevazione); mentre salgono dal 23,5% al 33,3% coloro che dichiarano una riduzione dell’organico aziendale.

FEDER2La cassa integrazione. Rispetto al 18,5% della precedente rilevazione, nel secondo semestre dello scorso anno il 21,9% degli intervistati ha dichiarato di aver attivato la procedura di Cassa Integrazione Guadagni. Tra queste, il 56,0% ha richiesto la CIG ordinaria; il 20,0% quella straordinaria ed il 24,0% ha utilizzato la Cassa Integrazione in deroga. Per la provincia di Viterbo i numeri esprimono una crescita globale delle ore di CIG autorizzate pari al +33,2%, dato superiore sia a quello regionale (+23,8%), sia a quello nazionale (+12,1%). Tra le province del Lazio, quella col maggior incremento è Rieti, col +75,7% complessivo, con un picco del +358,8% della Cassa Integrazione in deroga.

Gli investimenti. La fase di ulteriore rallentamento e la situazione di difficoltà finanziaria registrate anche nel secondo  semestre 2012, sembrano non aver ridotto i piani di spesa delle PMI, facendo segnare un andamento sostanzialmente positivo ed invariato rispetto a quanto rilevato nella prima metà dell’anno. Rispetto al 16,7% rilevato alla fine del 2011, ed al 41,2% del primo semestre di quest’anno, nel periodo luglio-dicembre 2012, si è confermato al 41,7% il novero di imprese intervistate che ha dichiarato di aver effettuato investimenti.

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