23092017Headline:

La vera democrazia è controllo costante

Palazzo dei Priori

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Sui giornali impazzano gli articoli economici ; e tutti noi dietro a cercare disperatamente di capire, anche perché da questi complicati meccanismi finanziari dipende il benessere della nostra esistenza. Tutti i marcatori economici collocano la nostra economia nel baratro e Viterbo non gode di ottima salute. Però ci sfugge un dettaglio: che fare? Si desidera così parafrasare il titolo di un famoso scritto di Lenin che spiegava come riuscire a creare uno stato marxista attraverso un metodo di lotta e la creazione di un partito: ci riuscì.

Alla pletora dei candidati amministratori di Viterbo chiediamo che ci parlino dei problemi di Viterbo e di come tentare un approccio corretto e concreto per la loro soluzione: non di tutti, ma almeno di quelli più sentiti dalla gente.

Sanità: che l’ospedale di Belcolle e tutto il sistema medico assistenziale non godano di ottima salute è sotto gli occhi di tutti. Ma la salute è un bene fondamentale per i cittadini. Che fare per far ritornare efficiente la sanità viterbese?

Lavoro: la disoccupazione e, di conseguenza, uno sfruttamento più marcato del lavoro dipendente, dilagano anche per l’evidente e drastica contrazione degli utili netti delle imprese. Ma senza lavoro si alimenta una spirale pericolosissima di disperazione e di degrado fisico e morale. Che fare per creare nuovi posti di lavoro?

Sicurezza: che ci piaccia o no, stiamo vivendo le insicurezze di un periodo caotico e in perenne mutamento. Come le malattie più perniciose e difficilmente curabili si rivelano quelle continuamente mutanti , così anche il mutare incessante e incalzante dei fattori sociali, degli aggregati umani, dei credi, dei riti collettivi, accelerati a dismisura da Internet (Facebook e Twitter, per citare i più famosi propagatori e attuatori) produce smarrimento e insicurezza. Per non parlare poi della problematica e difficile convivenza con fasce non produttive di popolazione immigrata. Che fare per rendere più tranquilli i giorni dei viterbesi?

Istruzione e cultura: i nostri migliori cervelli invece emigrano in altri Paesi. Un nostro qualsiasi laureato costa al popolo italiano diversi milioni di euro (dicasi “un laureato uno”) e noi lo regaliamo al migliore offerente come se avessimo tanto da cedere a tutti. Dalla cultura e dall’istruzione deriva tutta la ricchezza della nazione e noi le stiamo sotterrando entrambe mediante tagli alle spese che sembrano , queste si, folli e irrazionali. Che fare per invertire questa drammatica corsa all’ignoranza e all’oscurantismo anche a Viterbo?

Fisco: l’equità fiscale sembra una lontana chimera. Ma senza una distribuzione orizzontale equa e progressiva (come recita la costituzione della nostra Repubblica) del prelievo fiscale, oltre alla mancata redistribuzione della ricchezza, si marcia ineludibilmente verso preludi di rivolte e guerre civili, con aspre tensioni fra ceti sociali che si allontanano fra di loro sempre di più. Che fare per ripristinare, anche a Viterbo, una giusta e corretta politica fiscale ed esigere che tutti paghino imposte e tasse così come previsto dalle legge, senza evasioni o elusioni?

Spese inutili e parassitarie: qui l’elencazione è vasta e variegata. Si va dagli scempi operati dalla Casta a quelli di una Pubblica Amministrazione in larga misura inefficiente, autoreferenziale, farcita di consulenti esterni ,e immeritatamente iperpagata,almeno ai suoi massimi livelli ; dalle opere pubbliche incompiute o inutilizzate, ai costi unitari di beni e servizi che sono schizzati fuori da ogni giusto parametro. Che fare a Viterbo per ricondurre il bilancio e la spesa pubblica a quei principi di imparzialità, pubblicità, economicità, trasparenza, efficacia ed efficienza tanto declamati nei testi di economia politica?

Gestione del territorio: ultimo, ma non per ultimo. Diceva un arguto politologo che se togliessimo ai Comuni la gestione urbanistica del territorio, i candidati e i partiti in lizza, per miracolo, si ridurrebbero a numeri infinitesimali. Che fare per ricondurre la gestione del territorio di Viterbo ad una formidabile opportunità di crescita economica e non per continuare a considerarla come il vasetto della marmellata dove intingere le dita?

I cittadini viterbesi vorrebbero, e dovrebbero, conoscere con chiarezza e puntigliosità che, cosa, quando, dove e perché le varie coalizioni (o quel che resta di loro) intendono porre in atto per costruire un sia pur piccolo argine a questa crisi devastante, per correggere drasticamente le storture sopra elencate.

Adesso per, parliamo di ricostruzione. Desideriamo qui ribadire che i cittadini non gradiscono assolutamente udire soltanto baruffe e recriminazioni. I candidati lascino perdere le spese per santini elettorali sorridenti e sornioni o per pubblicita’ sui cartelloni. Crediamo invece che sia  imprescindibile pretendere da ciascuna delle future formazioni in lizza un dettagliato pamphlet sulle azioni concrete che intendono porre in essere nel quinquennio prossimo per tentare di risolvere le problematiche evidenziate nei punti anzidetti, prevedendo una temporizzazione puntuale dei vari interventi e chiarendo altresì chi (amministratore o burocrate) viene deputato a seguire e a mettere in pratica dette azioni.

Se la democrazia deve tornare ad essere veramente partecipativa e non solo adesiva o peggio, collusiva, è necessario un controllo costante, puntuale e preciso di tutta la gestione politica da parte di tutti con tutti i mezzi moderni di comunicazione messi oggi a disposizione a piene mani dalla tecnologia informatica. Poi, ognuno trarrà le sue conclusioni e dopo, a ragion veduta, se quanto formulato in campagna elettorale si rivelerà nei fatti la solita promessa da marinaio, il solito “flatus vocis”, tutti avranno in mano inoppugnabili elementi decisionali per poter operare saggiamente le scelte future. Dal Vaso di Pandora che i nostri padri costituenti ci hanno lasciato in dono, non si sa bene chi (ma ognuno di noi, dentro di sè, ritiene di saperlo) negli ultimi anni ha fatto uscire tutti i malanni che adesso ci affliggono. Però, come sappiamo dal mito, fortunatamente solo  la speranza è rimasta dentro, insieme a noi: e non è poco.

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14   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    ‘A Sor (ex) segretà, ma le delibere di spesa per Caffeina le controllava?

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