16122017Headline:

Il solito Grillo, ma con meno grillini

Il comizio di Grillo

Il comizio di Grillo

Che poi alla fine mica uno deve essere per forza grillino, però certe cose le nota. Tipo la puntualità. Beppe Grillo arriva alle cinque spaccate, mica aspetta che la piazza sia un po’ più piena, mica sta a mettere scuse di “altri impegni inderogabili”. Così quando il camper scortato dalla polizia locale e dalla Digos risale in controsenso via Ascenzi, la gente è quasi colta di sorpresa. Sul palco, allestito dai Cinque stelle viterbesi appena sotto i portici di piazza del Comune (e del Comune stesso, inteso come ente), ci sono il parlamentare Bernini e la consigliera regionale Blasi che stanno ancora parlando. Poi, dopo una breve attesa chiuso dentro il camper, magari per concentrarsi, magari per farsi gli affari suoi, il guru esce. Il servizio d’ordine perfetto – c’è anche la polizia in assetto antisommossa, ma non è servita – lo accompagna fino sul palco, mentre l’antifurto del caravan si mette a suonare per sbaglio, colonna sonora imprevista.

Gianluca De Dominicis, candidato a sindaco

Gianluca De Dominicis, candidato a sindaco

Ma torniamo nella piazza, l’ultima di una lunga serie di piazze che Grillo ha frequentato, cavalcato, aizzato, coccolato, preso per il culo, divertito, ipnotizzato, magari pure sfruttato, per arrivare fino a dove è adesso, leader di uno dei maggiori partiti d’Italia. Valanghe e valanghe di voti che gli sono piovuti addosso ovunque, da Parma alla Sicilia, e nel suo piccolo anche da qui, dalla Tuscia. La piazza non è stracolma, anzi ci sono parecchi vuoti. La folla di febbraio a piazza Verdi è solo un ricordo. Quanti sono? E giù col toto-presenze. Mille. No, cinquecento a malapena. E la questura? Al momento non si sbilancia, ma c’è qualcuno con la calcolatrice in mano che si dà da fare.

La gente in piazza del Comune

La gente in piazza del Comune

 

Chi è la gente che lo applaude, adesso? Chi sono quelli che si sono presi un pomeriggio libero per ascoltare questo signore ligure che parla di politica ma non solo di politica? Chi glielo ha fatto fare? Di certo non sono qui per De Dominicis (il candidato sindaco) e i suoi scudieri aspiranti consiglieri. A guardarsi intorno si trova un po’ di tutto: dal colonnello dei carabinieri al tizio in bici, dalle mamme col passeggino ai giovani che riprendono e fotografano tutto. Passa pure qualche candidato di altre liste, magari per vedere che aria tira. L’anziano affacciato al balcone si becca un “speriamo che non ti butti giù, questa crisi ne ammazza due al giorno”. E tutti ridono risate amare. C’è un allenatore di basket, un vecchio presidente della Viterbese. Ci sono giovani e anziani, timidi che stanno i disparte e meno timidi in prima fila. Ci sono i disabili, tanti, e trattatati con civiltà esemplare dallo staff.

Grillo risale sul camper e se ne va

Grillo risale sul camper e se ne va

Ci sono i giornalisti, certo, persino da Ballarò: che onore, e comunque volendo la stampa ha a disposizione anche un recinto, come le vacche del Texas. C’è la gente che si spella le mani applaudendo quando Beppe urla “Ci leviamo dalle palle questa cazzo di Equitalia”, e quando racconta degli oltre 400mila euro che il Movimento ha appena donato ai terremotati emiliani. Che ride di gusto quando chiama Berlusconi il Nano e quando prevede che farà cascare il Governo, il Nano, già a settembre.

Sembra tutto gratis, pure il freddo e il vento. Anche le promesse di Grillo, sembrano gratuite: “Apriremo questo cazzo di Comune e voi potrete partecipare alle decisioni attraverso referendum partecipativi senza quorum”, dice poco prima di abbracciare De Dominicis. Poi scende dal palco, come faceva Jim Morrison, e va a parlare con quelli della prima fila, abbracci e foto e battute. Ma il camper ha già fatto inversione, l’autista capellone è pronto a ripartire. Destinazione Roma, un’altra delle sue piazze, dove Beppe in serata dirà che aprirà pure il Campidoglio. Ci si può scommettere la testa.

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28   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Molto modeste, per non dire improbabili, le sturmtruppen grilline locali. Dal maresciallo (o sergente maggiore?) De Dominicis fino a un ex socialista ed ex UDC che sul palco si spellava le mani per applaudire il suo nuovo ducetto, passando per i mesti onorevoli regionali e nazionali, le sturmtruppen grilline si distinguono solo e solamente per la loro irriducibile mediocrità. Altro che aprire Palazzo dei Priori o il Campidoglio, questi riescono a malapena ad aprire una scatoletta di tonno. Ma questi miracolati di Grillo, c’è da giurarci, a Viterbo, ma anche a Roma e un po’ dovunque, avranno un risultato nettamente inferiore alle loro aspettative.

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