23092017Headline:

Ballottaggio: attenti ai parenti serpenti

Marini: "Io Michelini me lo bevo"

Marini: “Io Michelini me lo bevo”

Il film è del 1992, per la regia di Mario Monicelli, e si intitola “Parenti serpenti”.  La pellicola è ambientata nel periodo delle festività natalizie quando tutti i parenti (quattro figli, tre femmine – con rispettivi consorti – e un maschio) si riuniscono a casa dei genitori. Tutto sembra andare per il meglio (cenone, messa di mezzanotte e scambio di regali), finché il giorno del pranzo di Natale, la mamma decide di fare un discorso ai figli: i due anziani genitori non se la sentono più di vivere soli e vorrebbero essere ospitati da uno dei figli, ma questi ultimi sono ben lungi dal desiderarlo. La soluzione al problema sarà trovata dai figli stessi e si esternerà in un piano velenoso e criminoso che sarà realizzato nella notte di Capodanno.

La pellicola – molto comica e divertente – è soprattutto l’esaltazione dell’ipocrisia, quella stessa ipocrisia che in queste ore sta accompagnando i candidati a sindaco per palazzo dei Priori, che hanno tempo fino a sabato per siglare eventuali apparentamenti. Da un lato ci sono i due competitor per il ballottaggio, dall’altro i 12 esclusi, alcuni dei quali tenteranno di rientrare in partita, se ovviamente riusciranno ad azzeccare il cavallo vincente.

Ieri, nel corso di una conferenza stampa, Leonardo Michelini ha detto che è disponibile al confronto con tutti, ma che non intende stravolgere un progetto – il suo – che s’è rivelato vincente e che l’ha portato ad ottenere ben 10 punti percentuale di vantaggio sul suo avversario. L’impressione – del tutto personale – è che alla fine non si alleerà con nessuno, memore del detto secondo il quale squadra che vince non si cambia.

Giulio Marini invece, sa che deve recuperare il gap del primo turno e spera che la miriade di liste presentatasi al primo turno (quasi completamente di area centrodestra) possa ricompattarsi sul suo nome per effettuare uno spericolatissimo sorpasso. Anche lui lancia messaggi di apertura, ma poi sarà costretto a trattare sull’eventuale merce di scambio .

E gli altri? Detto che Biribicchi, Cario, Gaglini, Poleggi, Prestininzi e Adami sembrano fuori gioco solo per il fatto che la loro dote (di voti) è purtroppo miserrima; detto anche che il grillino De Dominicis non farà alleanze con nessuno per statuto e per volere del lider maximo Beppe Grillo; detto ancora che l’ex senatore Michele Bonatesta, dopo aver battuto la medesima contro il muro, passando dal 52 per cento (consenso da lui ipotizzato per se stesso alla vigilia del voto), all’1,15 per cento (quello dei voti realmente ottenuti), ha annunciato il suo pensionamento dalla politica, avendo deciso di auto-rottamarsi in perfetto stile renziano;  detto tutto ciò, rimangono sulla scena Andrea Scaramuccia, Filippo Rossi, Chiara Frontini e Giammaria Santucci.

Michelini: "Io Marini lo ingurgito a piccoli sorsi"

Michelini: “Io Marini lo ingurgito a piccoli sorsi”

E allora, andiamo a vedere le varie ipotesi. Il leader viterbese de La Destra aveva detto prima del voto che, se non fosse andato al ballottaggio, sarebbe andato al mare. Decisione saggia, visto che da due o tre anni sta facendo la guerra a Giulio Marini e ora un eventuale apparentamento con lui non lo capirebbe nessuno, per primo il suo elettorato. Innaturale invece sarebbe un’alleanza con Michelini (che tra l’altro non ci pensa lontanamente). Sicché al buon Andrea non rimane che augurare che domenica 9 giugno ci sia almeno il sole e la temperatura si alzi per consentirgli di fare un bel bagno.

E Filippo Rossi? Il Rodomonte che avrebbe dovuto vincere al primo turno (così diceva) sembra che cominci a riprendersi dalla batosta, dopo aver perso la favella per la sconfitta (si è rifiutato di fare dichiarazioni alla stampa in nome del cambiamento, ovviamente). Ma anche per lui allearsi sarà un problema, giacché la sua campagna elettorale è stata tutta improntata sul nuovo (lui) contro il vecchio (Marini e Michelini). Ora i vecchi, nel caso si avvicini, hanno bello e pronto un bel vaffa.

Diverso il discorso per Chiara Frontini, dietro la quale – sostengono i maligni – ci sarebbe quella vecchia volpe di Giancarlo Gabbianelli che in questo modo si sarebbe vendicato dell’amico-nemico Bandolero stanco, per tutti i rospi che ha dovuto mandar giù in questi cinque anni per le esternazioni del sindaco sui conti delle partecipate e sul buco del bilancio comunale. Se così fosse, la riccioluta Chiara potrebbe accordarsi con Michelini, o magari stabilire con lui un patto di non belligeranza. Staremo a vedere.

Da ultimo, l’ormai  arcinoto “figlio della sora Camilla” Giammaria Santucci, al quale un apparentamento serve come il pane per poter tirare un po’ su le sorti della sua lista. Scarse le possibilità che venga accolto da Michelini a braccia aperte. Più probabile il matrimonio con Giulio Marini. Ma a questo punto bisognerà vedere se il suo gruppo – già scarso – rimarrà compatto. Perché i mal di pancia su questa ipotesi abbondano.

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315   Commenti

  1. antonio scrive:

    Condivido la sua analisi sui futuri apparentamenti. Ritengo giusto che Michelini per la chiarezza con cui ha portato avanti la sua campagna elettorale, per l’appoggio che ha chiesto ed ottenuto dalla maggioranza dei cittadini viterbesi, deve continuare per la sua strada e soprattutto essere leale e riconoscente a tutti coloro che si sono battuti in tutte le liste che lo hanno appoggiato!
    Il rinnovamento ed il cambiamento è nell’aria.
    Antonio

  2. Giorgio Molino scrive:

    A parte Santucci che, come sanno anche i sanpietrini, ha in tasca da un pezzo l’accordo con l’ex autista di Perugi e sindaco ancora per poco, l’unico in vendita (gli altri semmai sono in svendita) è il voltagabbana abituale Filippo Rossi da Trieste. Sta all’intelligenza (politica e non solo) di Michelini e Marini non fare accordi con questo fascista poco immaginario e molto parafieno.

  3. Giorgio Molino scrive:

    Leggo sulla pagina locale di un quotidiano romano, a proposito di ballottaggio e dintorni, la seguente dichiarazione di Filippo Rossi da Trieste: “Non sono il ragazzo di bottega di nessuno”. Certo che detta dall’ex portaborse di Buontempo, Tremaglia, Scajola e Fini (chiediamo scusa se abbiamo dimenticato qualcuno) questa affermazione fa letteralmente scompisciare dalle risate.

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