21092017Headline:

Esattorie, la fideiussione non vale

consiglio comunale pubblicoSe quello doveva essere il paracadute, ebbene non si apre. Perché la fideiussione di tre milioni di euro, siglata dall’allora giunta Marini con la Atradius Credit Insurance per coprire eventuali ammanchi relativi al servizio di riscossione di tasse e tributi in mano a Esattorie spa, non è esigibile. La compagnia non intende pagare ritenendo fasulle le basi su cui è stata stretta: l’ente, infatti, sarebbe stato a conoscenza dei problemi economici e quindi non avrebbe avuto diritto a essere assicurato.

Una tesi che la Atradius è decisa a portare fino in tribunali, tanto da aver citato in giudizio sia il Comune sia i Marcucci, titolari di Esattorie. Ieri l’altro la notifica della citazione e il 12 dicembre la prima udienza. “Non dobbiamo farci sconvolgere dal fatto che non vogliano liquidare la polizza. Confido – afferma il legale di Palazzo dei Priori, Alessandro Diddi – che la causa possa andare bene ma siccome il diritto non è un’operazione matematica, bisogna andarci coi piedi di piombo”.

Anche perché nel caso in cui la somma non venisse recuperata, rischiano di implodere le casse dell’ente. “La società non è disponibile a pagare i tre milioni che il Comune avrebbe diritto a riscuotere. Ci difenderemo in giudizio. Il nostro obiettivo è recuperare le somme, indispensabili – chiarisce Luisa Ciambella – per chiudere il bilancio”. Ecco il nodo: seppur l’assessore non ceda agli allarmismi, i fatti dicono che nei conti dell’ente potrebbero mancare tre milioni di euro, che andranno ad allargare il buco (ancora da quantificare con precisione) lasciato da Esattorie.

La polizza era stata siglata già nel 2007, quando la spa riscuoteva solo il coattivo. Allora ammontava a 500mila euro. Poi nel 2009, prima della scadenza della convenzione, la giunta Marini affida alla società anche l’accertamento dei tributi, per cui la polizza sale a 1 milione e 500mila euro. A dicembre 2012, quando dentro Palazzo dei Priori incomincia a esplodere l’entità del debito, l’ente chiede l’estensione a tre milioni di euro. Che ora, si scopre, rischiano di non essere mai incassati.

Sul fronte giudiziario, invece, ieri mattina Diddi ha illustrato al procuratore capo Alberto Pazienti la vicenda, annunciando a breve il deposito di un esposto.

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