15122017Headline:

Raduno accaldato, raduno fortunato

 

L'allenatore Claudio Solimina

L’allenatore Claudio Solimina

Fa caldo, un caldo boia. Alla faccia delle “dolci colline” di Valentano, della brezza dal lago di Bolsena, del verde della località Felceti: tutte balle. Nel primo giorno di lavoro della Viterbese ci si squaglia allegramente e democraticamente. Si squagliano i giocatori, si squagliano i dirigenti, si squagliano quelli dello staff, si squagliano i tifosi saliti fin quassù. E sì, sarà proprio una stagione bollente.
L’appuntamento è per le 15, e arrivano tutti puntuali, o quasi: Pero Nullo porta un quarto d’ora di ritardo perché ha trovato traffico dalla sua Fratta Todina, e il traffico è l’unica cosa che il folletto umbro non sa ancora dribblare. Pure mister Solimina sfora un po’, ma lui può. Ci sono tutti tranne Daniele Federici: l’ex capitano dell’Inter Primavera tornerà oggi dalla Grecia. La prassi è sempre la stessa di tutti i raduni delle squadre del mondo, ad Auronzo di Cadore o a Milanello, a Chatillon e alla Ciudad Deportiva.
La distribuzione del materiale tecnico, tra cui spiccano le sciccose borse: gialloblu, con il marchio dell’azienda di Camilli (Ilco, che già sponsorizza il Grosseto e la Stella Azzurra basket) e il logo col leone. Il primo di mille viaggi dentro lo spogliatoio, per cambiarsi. Le presentazioni per quelli che ancora non si conoscevano. Una corsa alla fontanella per bagnarsi i capelli. E poi in campo, a fare il confronto con la bilancia, nonostante un nido di vespe abbia già colonizzato una panchina. Gianluca Toscano, il bomber a cui si chiedono venti gol (almeno) per tutta la stagione, è tiratissimo, Daniele Ingiosi pure: si vede che hanno lavorato durante le vacanze. Fabio Fapperdue ha il fisicaccio di sempre. C’è Ingrosso e c’è Pacenza, due della vecchia guardia. Si scherza, arrivano i primi palloni, i cinesini da piazzare sul campo, il cronometro, le magliette speciali con il Gps integrato, per valutare i chilometri percorsi dai giocatori e razionalizzare il lavoro. Paolo Gobattoni pensa ai portieri: è il secondo Gobattoni in gialloblu, visto che papà Mario è il medico sociale che nei prossimi giorni condurrà le visite di rito.
L’organizzazione c’è, e si vede: in passato, pur militando in categorie superiori, anche tra i professionisti, si ricordano raduni e ritiri all’insegna del caos. Nessun materiale, nessun dirigente, programmi e orari vaghi, improvvisazione diffusa. Qui è tutto preciso, tutti sanno quello che debbono fare, e poco importa se c’è ancora da affinare il rapporto con la città e i tifosi (che avevano sperato in un saluto allo stadio Rocchi, per cominciare bene). Il cambiamento radicale – e se si vuole epocale – ha spaesato un po’ tutti, ma è normale. Ci vuole tempo, per creare un’intesa che funzioni, e pure i risultati avranno un peso in questo. Calma. Fiducia. Buonsenso.

 

Luciano Camilli con il direttore sportivo Angelucci e il team manager Raspoli

Luciano Camilli con il direttore sportivo Angelucci e il team manager Raspoli

Mister Solimina interrompe con garbo gli scherzi dei giocatori e gli scatti dei tifosi e porta il gruppo laggiù, all’ombra e lontano dalle orecchie indiscrete. Parla, spiega, detta la linea. Più lontano ancora c’è l’unico Camilli presente, il giovane Luciano, che discute con Ferdinando Ciambella: il direttore generale è ancora in pectore, c’è qualche questione da risolvere. Il team manager Mauro Raspoli, intanto, corre e organizza. Le bottiglie d’acqua si svuotano una dopo l’altra. Poi, d’incanto, si comincia a correre. E così sarà fino a sabato, con una sola seduta al giorno, prima dell’amichevole con la Berretti del Grosseto. Domenica la prima pausa, per rifiatare un po’, prima di altri due giorni di lavoro. Doppia sosta a ridosso di Ferragosto, prima di partire per la seconda fase del ritiro, in quel di Chianciano, dove probabilmente si accelererà il programma di lavoro, in una lunga volata che accompagnerà la Viterbese fino al debutto in campionato del 15 settembre.

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