24112017Headline:

Un obitorio degno prima dell’eterno riposo

Il consigliere Pd Mario Quintarelli

Il consigliere Pd Mario Quintarelli

Civiltà, buonsenso, solidarietà umana. Ma anche meno problemi logistici e pure un risparmio economico niente male. Tutto questo arriva dalla delibera proposta dal consigliere del Partito democratico Mario Quintarelli e approvata in uno degli ultimi consigli comunali (quello del 26 settembre). Approvata all’unanimità, giusto per far capire quanto davanti a certi temi così assolito vengano a cadere anche le barriere e i giochi delle parti propri della politica.
Dunque, l’idea di Quintarelli. Quella di dotare ogni distretto sanitario della Tuscia (attualmente sono cinque, scenderanno a tre con lo sblocco del nuovo atto aziendale della Ausl) di un proprio obitorio, di un locale cioé” per ricevere e tenere in osservazione per il periodo prescritto le salme”. D’accordo: detta così è un po’ lugubre, la la questione è importante. Perché uno pensa all’obitorio come a quello che si vedono in certi film polizieschi, ma in fondo si parla di un luogo necessario per legge (c’è un decreto del Presidente della Repubblica entrato in vigore già dl 1990) e che viene anche incontro alle esigenze delle famiglie, in momenti terribili come la morte di un caro.
Dice: ma perché, come funzionava finora la faccenda, da queste parti? Semplice, e mica bella: ci sono soltanto due comuni attrazzati alla bisogna, quello di Viterbo e quello di Civita Castellana. Lo stesso ospedale di Belcolle non può vantare un servizio del genere. Accadeva allora che in certi casi (per le autopsie sulle vittime di incidenti stradali, o per morte violenta) bisognava portare i poveri corpi da Belcolle al cimitero per l’esame autoptico, e viceversa per consentire ai parenti di rendere loro omaggio alla camera mortuaria. Un terribile su e giù irrispettoso degli affetti nonché della dignità dei vivi e dei morti. Con l’aggiunta che i costi dei trasporti venivano sostenuti tutti dal Comune capoluogo, e quelli per il personale spesso restavano senza attribuzione o venivano sostenuti dalla sola Asl.
Di qui la proposta di Quintarelli: consorziare tutti i Comuni dei distretti, affinché contribuiscano all’istituzione di un obitorio per ogni distretto appunto, con costi condivisi, l’eliminazione dei disagi per i famigliari (per quanto sia possibile: ogni piccolo passo è importante) e la possibilità di svolgere gli esami autoptici richiesti per ragioni sanitarie o giudiziarie. Senza più trasporti allucinanti, scomodi e soprattutto strazianti. Per tutti, per chi  lavora, per chi  c’è e per chi, purtroppo, è volato in cielo.

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