17112018Headline:

“Alla faggeta due pesi e due misure”

Il sindaco Menicacci

Il sindaco Menicacci

Alla Faggeta si possono fare un sacco di cose. Lecite e meno. Ci si può andare per una scampagnata, a fare jogging, a mangiare, magari a fare all’amore. Ci si può persino girare una fiction, anche se dalle telecamere arriveranno soltanto i colori, e non gli odori e l’aria buona di un posto unico. Quello che non si può fare quassù sul monte Cimino, però, è sposarsi. Cioè, sposarsi legalmente, secondo la formula civile, come si fa di solito in Comune, o in altri luoghi “autorizzati”.

Lo ha scoperto, purtroppo a sue spese Flaminia Campanelli. Che alla Faggeta ha dato un pezzo della sua vita e che avrebbe voluto vivere “il giorno più bello della sua vita” in un luogo così suggestivo, e significativo per lei. Ma quando ha chiesto, o meglio ha provato a chiedere, informazioni al Comune di Soriano nel Cimino, ha avuto una sorpresa amara: “Signorina, non c’è nessuna speranza”. Ma prima di raccontare questa storia paradossale di burocrazia e presunte priorità, vale la pena raccontare chi sia, e da dove venga, Flaminia Campanelli.

“Romana,  mi sono trasferita nella Tuscia per amore della natura nel 1997, quando mi sono iscritta alla facoltà di Scienze ambientali e forestali”, spiega lei. L’università, dunque, e poi la tesi sperimentale, sui boschi. Quale miglior bosco, da queste parti, della Faggeta del Cimino? “Tra il 2008 e il 2009 ho trascorso le giornate lì, a studiare e censire centinaia di alberi di questo raro esempio di bosco vetusto, ricco di biodiversità”, dice Flaminia. Che nel 2009 pubblica la tesi, e che contribuisce col suo lavoro ai contenuti dei pannelli che tutt’oggi  spiegano le caratteristiche di molti alberi della Faggeta.

Ecco allora che per la dottoressa Campanelli sposarsi lì, all’ombra dei faggi millenari che filtrano la luce del cielo e rendono il terreno umido e muschiato, sarebbe stato un sogno che diventa realtà, il lieto fine di una fiaba in un posto – appunto – fiabesco.  Ma quando ha provato a chiedere informazioni al Comune, è iniziata un’altra storia, una favola cattiva. “Ho provato a parlare col sindaco Menicacci, senza esito. Gli ho spedito una mail, rimasta senza risposta. E poi, le telefonata. Alla prima, una signora mi ha spiegato che la mia idea non era fattibile, e mi ha spedito al punto informazione del Comune. Lì mi hanno detto che c’erano tre agriturismi dove si potevano fare queste cerimonie”. Ma un agriturismo non è la stessa cosa di un bosco magico.  “La seconda volta ho parlato con un segretario, e poi con una signorina, che mi ha detto che non c’erano speranze. Perché, ho chiesto. Perché la cosa sarebbe dovuta passare dalla Giunta, ma che la Giunta non si riunisce spesso, e poi non tratta questi argomenti, ha detto lei. E che comunque, anche nell’eventualità, l’ultima parola spettava poi alla Prefettura”. Il rimpallo, uno sport dove gli amministratori italiani non hanno rivali.

E anche Flaminia, che sembra una tignosa (come dicono da queste parti), alla fine pensa di rassegnarsi. “Dico: se non si può non si può. D’altronde capisco il senso del rispetto del luogo, se tutti venissero a sposarsi qui sarebbe un guaio, e io questo posto lo amo, e lo voglio tutelare.  E allora venerdì sono andata negli agriturismi che mi avevano indicato per chiedere dei preventivi, e poi ho fatto il solito salto alla Faggeta”. E lì, un’altra sorpresa, sempre brutta: “Ho scoperto che avevano autorizzato una troupe televisiva a girare alcune scene nel bosco – racconta -, con l’ingresso di mezzi pesanti su un terreno delicato, e il rumore che deve aver disturbato parecchio la fauna, in un periodo tra l’altro che è quello di preparazione al letargo. Di più: gli scenografi avevano anche costruito un manufatto in cartongesso, una specie di fortino. Peccato che poi non l’abbiano rimosso, e con la pioggia questo si è sfaldato, insozzando tutto. Cioè: a me hanno negato un permesso, magari per ragioni giuste, ma poi hanno autorizzato altri a fare quello che pareva a loro, senza rispetto per la natura, per i vincoli, per la civiltà. E allora mi sono arrabbiata”.  Per la cronaca: la fiction è di Mediaset, s’intitola Il Bosco e magari darà pure un bel po’ di pubblicità alla Faggeta. Ma se le cose stanno come le racconta Flaminia, be’, a quale prezzo?

Morale della favola, anzi delle favole. “Io e il mio compagno ci sposeremo a giugno. Forse alla Faggeta, con un matrimonio figurativo (che non ha valenza giuridica, ma si può fare, ndr). Comunque, sempre a Soriano, perché amo questo posto, ho molti amici, e nonostante questa parentesi non mi è ancora passata la voglia di vivere il giorno più bello qui”. Per questo, e per fortuna, non accorre alcuna stupida autorizzazione.

 

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