21112017Headline:

Dietro la bega una profonda verità

Filippo Rossi

Filippo Rossi

Sicuramente è una bega da quattro soldi. Chiacchiere in libertà. Con l’aggravante che, invece di essere state proferite dalla bocca (verba volant), sono state scritte su Facebook (scripta manent). E qualcuno le ha riprese. Ricavandoci lo scoop giornalistico del giorno (del resto Viterbo è una città povera anche di notizie clamorose, quindi bisogna accontentarsi).

Ma cominciamo dall’inizio e partiamo dal protagonista numero uno: Filippo Rossi, deus ex machina di Caffeina, nonché attuale presidente del consiglio comunale viterbese. Il quale venerdì ha scritto sul suo profilo: “Viva Viterbo sta combattendo per le cose promesse in campagna elettorale. Tutto qui. La cosa più semplice del mondo. E chi non capisce o è un idiota o è in malafede”. Capirai. Giuseppe Ferlicca, scrupoloso giornalista, collaboratore di un giornale cartaceo e di uno online, non ci ha pensato due volte e ci ha ricamato lo scoop. Uno scoop che a Filippo Rossi non ha fatto piacere, tanto da convocare, in men che non si dica, una conferenza stampa per affermare che il suo pensiero era stato travisato e che si sarebbe tutelato in ogni sede opportuna (che, tradotto per il popolo, vuol dire querela). Ferlicca, dal canto suo, non si è fatto passare la mosca al naso e ha accettato la sfida.

Ora, a prescindere da come finirà, soltanto alcune riflessioni, tentando di affidarsi al mai tanto auspicato buon senso.

La prima: Rossi dice che il suo pensiero è stato travisato, ma la frase scritta nel post si prestava ad equivoci di ogni sorta. A sua attenuante si può dire solo che forse è stata scritta in un momento in cui la sua passione politica ha avuto il sopravvento sul raziocinio. Però, il suo attuale ruolo di presidente del consiglio comunale dovrebbe consigliargli maggiore prudenza.

La seconda: Peppe Ferlicca ha fatto il suo mestiere, né più, né meno. Poi, se si volesse affrontare un discorso molto più profondo e complesso sulle linee editoriali dei giornali viterbesi, quasi tutti intrisi di autoreferenzialità (ma questa considerazione prescinde dall’episodio in questione) non ne usciremmo vivi. Del resto, anche il panorama della stampa nazionale (molto gossip e molto meno sul resto), non è che sia poi tanto confortante.

La terza: Rossi, usando parole forti, ha comunque detto una profonda verità, soprattutto quando ha spiegato che questa città avrebbe bisogno di una vera e propria rivoluzione culturale per poter guardare oltre il suo naso. Ma i viterbesi hanno sempre vissuto nella loro mediocritas e vogliono continuare a viverci. Ecco perché i vari sindaci che si sono succeduti nell’ultimo ventennio sono stati molto attenti a cambiare poco o nulla. Un solo esempio: Viterbo, nell’anno del signore 2013, è l’unica città italiana (o forse europea?) con un centro storico di pregio che ancora permette alle auto di scorrazzare in vie e piazze situate dentro le mura civiche. Orvieto, Siena, Perugia (tanto per citare tre centri che stanno a un tiro di schioppo, ma in regioni sicuramente più evolute) il problema lo hanno risolto da decenni. Conclusione: i viterbesi non saranno né idioti, né in malafede, ma dovrebbero cominciare a rendersi conto che il mondo corre. E chi si ferma (o rallenta) è perduto.

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3   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Gli idioti, in realtà, sono gli elettori della lista cinica (non è un refuso) di Filippo Rossi da Trieste, che hanno riposto la loro fiducia e le loro speranze in personaggio la cui arroganza e avidità è pari solo all’ignoranza e alla presunzione. Solo ora molti di loro si stanno accorgendo chi hanno votato. La parabola del condottiero kaffeinomane, sempre alla ricerca di lavori e lavoretti pagati con il pubblico danaro, si concluderà esattamente come si è conclusa la ridicola avventura politica dell’avvocato viterbovolante Bartoletti.

  2. Giorgio Molino scrive:

    In ogni caso, the big but stinky journalist, prima di scatenare contro il votivendolo di origini triestine il suo prognatico collaboratore, dovrebbe chiedere scusa a tutti i cittadini di Viterbo per aver apertamente appoggiato la lista cinica del ducetto kaffeinomane.

  3. Giorgio Molino scrive:

    Su Fasbuc (https://www.facebook.com/filipporossi65/posts/10151970867499519) il noto uomo di kultura (con la kappa e con il c.) Filippo Rossi da Trieste ha scoperto che a Viterbo esiste un “liceo” Orioli. Vergogniamoci per lui e per i suoi malcapitati elettori.

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