23112017Headline:

Giannone-Vegnaduzzo: due bei ritorni

VITERBESE – RIETI 1-0

Giannone, autore del gol vittoria

Giannone, autore del gol vittoria

VITERBESE – Boccolini; Rausa, Federici (16st Kacka), Fapperdue, Toto; Giurato, Marinelli (30st Faenzi), Giannone; Cerone; Pero Nullo (26st Gubinelli), Vegnaduzzo. A disposizione: Cima, Ghezzi, ,Polani, Pacenza. Allenatore: Fornaciari

RIETI: Cozzi, Menichetti, Gay, D’Andrea, Ingiosi, De Dominicis, Sabatino (23st Pezzotti),Cardillo (33st Garat), Artistico, Ruggiero (13st Rodriguez). A disposizione: D’Urso,Carrer, Morini,Castellano. Allenatore: Punzi

ARBITRO: Cassella di Bra

MARCATORI: 19pt Giannone

NOTE. Ammoniti: Cerone, Federici, Marinelli (V). Spettatori 2000 circa. Recupero: 3′ pt, 5′ st

 

LA PARTITA

Una Viterbese finalmente quadrata e a tratti addirittura palluta batte il Rieti nello scontro diretto, si porta a due punti dalla stessa capolista sabina e riapre il campionato, semmai fosse stato chiuso. Una prestazione di carattere, anche senza troppi acuti ma anche senza correre rischi in difesa. Ha deciso una straordinaria punizione di Giannone, ultimo arrivato (era a Sora) e che ha riabbracciato il Rocchi, dove aveva giocato l’anno scorso, nel più bello dei modi. Bene anche l’altro innesto-ritorno, quello di Vegnaduzzo, così come Marinelli in mezzo al campo. Coi rinforzi è tutta un’altra cosa, e credere la vittoria finale del torneo è logico, e imperativo.
Ma andiamo con le pagelle, altrimenti che semo venuti a fa’.

LE PAGELLE

BOCCOLINI S.V
Imbucato allo spettacolo, non partecipa perché nessuno del Rieti lo chiama in causa. Avrebbe potuto giocare anche in pantofole: magari la prossima volta.

RAUSA 6
La destra moderata, troppo moderata. Non spinge e pensa solo a coprire, con giudizio da allievo modello, di quelli che se ne stanno al banco composti, non fanno mai casino ma che alla lunga annoniano pure un po’.

TOTO 6
Due discese due, sulla sinistra, e al massimo guadagna un angolo. Può bastare? No che non può, ma in una partita così facciamo finta di nulla e passiamo oltre.

FEDERICI  7
Finché è in campo, il migliore. Difende con maestria e con carattere, si concede pure qualche gioiello come un aggancio sontuoso, manco avesse il pongo sugli scarpini. Quando deve sbroccare, da capitano, lo fa. Poi si fa male, prova ad arrivare in fondo e alla fine lo devono sostituire a forza, dalla panchina. Un esempio di come si fa questo mestiere, e di come si deve portare la fascia. (dal 16st Kacka s.v. Esordio da ricordare solo per una svirgolata che irride la forza di gravità).

FAPPERDUE 6.5
Un altro in trincea. Lui ci sguazza, in partite così, quando c’è tirare maglie e cazzotti, saltare e scivolare e intimidire. Cardillo e Artistico non la vendono, ma le sentono.

MARINELLI 6.5
Habemus Gattuso, ma senza scommesse di mezzo. Si piazza al centro del campo, e comincia a ringhiare. Smetterà soltanto alla mezz’ora della ripresa, quando esce zoppicando, lasciando il posto al suo gemello ex Grosseto Faenzi. I tifosi della tribuna lo celebrano con un’ovazione in piedi, e per fortuna che è appena arrivato.
(dal 30st Faenzi s.v. Minuti finali giusto per andare a caccia di qualche caviglia avversaria da aggiungere alla collezione)

GIURATO 5.5
Mica per essere stronzi, ma la timidezza ha la maglia numero sette. GIoca una quantità infinita di palloni, ne sbaglia altrettanti, e quando vede uno spazio non ci s’infila come dovrebbe, ma traccheggia, ci pensa e ci ripesa e alla fine butta via tutto. Er sor tentenna.

GIANNONE 7
Bentornato al Rocco più amato da tifosi (le tifose magari preferiscono il Siffredi: de gustibus). Gli danno il volante della squadra e lui lo stringe forte, lo gira a piacimento, accelera e frena e imbecca e inventa. Sa alzare è abbassare i ritmi del gioco come pochi: qui si fa come dice lui, e si fa bene. Poi, naturalmernte, quella punizione: stre-pi-to-sa. Romondini, chi era costui? Ah, sì, quello che andava a Trigoria in macchina con Totti.

CERONE 5.5
Qualuno gli tolga lo specchio. Ha il miele nei piedi, e d’accordo, ma ad un certo punto pure il miele dà la nausea. Troppi colpi di tacco, manco fosse il Mancio dei tempi d’oro, troppo cazzeggio col pallone, troppe occasioni sprecate sotto porta. Meno paillettes e più veleno, por favor.

VEGNADUZZO 6.5
Mattias il martire di San Isidro. Perché la sua è una prestazione di sacrificio, di dolore, e alla fine verebbe pure da controllargli le mani per vedere se gli sono comparse le stimmate. Vale il discorso fatto per il compare Giannone: Toscano, chi era costui?

PERO NULLO 6.5
Meno ubriacante del solito, ma in una partita così importante bisogna andarci piano coi ghirigori. Matteo è intelligente, e capisce come ci si deve comportare: alla fine tiene occupati constantemente due avversari, e i compagni d’attacco ringraziano. Chiamatelo Fiero Nullo. Sostituito forse per un errore: doveva uscire Cerone?
(26st Gubinelli s.v. Deve ancora disfare le valigie, tornerà utilissimo – forse decisovo – per il girone di ritorno)

ALTRI VOTI IN ORDINE SPARSO

Voto 5.5 all’arbitro Cassella di Bra. Viene da una terra di tartufi e barolo, e infatti arbitra a naso. Sbagliando spesso, ammonendo solo i giocatori di casa quando invece c’erano un paio di reatini da cacciare. Più altre grandi e piccole imperfezioni. Anche se quest’anno ne abbiamo visti di peggio, di uomini neri.

Voto 9.5 al pubblico viterbese. Erano in duemila al Rocchi, colorati, spiritosi, calorosi. Una lezione per i tifosi ospiti (voto 5) che arrivano e sparano torce e fumogeni e bomboni manco fossimo in Siria. Se ne vanno sconfitti, accendendo pure un fuoco in curva: ottimO per fare due caldarroste. Che tristezza.

Voto 8 al seguente annuncio diffuso dall’altoparlante ad inizio secondo tempo: “Si è smarrito un bambino di nome Samuel. Il papà lo aspetta in tribuna centrale”. Quando il genitore ritrova il figlio, si abbracciano e scatta l’applauso. Scene natalizie, anzi da libro cuore.

Voto 7 alla claque che accoglie con un applauso devozionale il Comandante Piero Camilli, quando arriva in tribuna. Manco fosse la Madonna. E forse lo è, visto che ha portato un modo serio e solido di fare calcio in città.

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