22112017Headline:

Quousque tandem abutere patientia nostra?

aula della cameraCari (in rigoroso ordine alfabetico) onorevoli Donatella Ferranti, Beppe Fioroni, Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi, nonché caro senatore Ugo Sposetti, mi rivolgo a voi solo perché siete i rappresentanti in Parlamento di questo territorio e – soprattutto – coloro ai quali ho concesso la mia fiducia di elettore nelle ultime consultazioni politiche del febbraio scorso.

Mi rivolgo a voi perché insieme a voi vorrei fare alcune semplici riflessioni dopo gli ultimi accadimenti politici che – devo essere sincero – mi hanno un po’ rivoltato lo stomaco e mi hanno fatto incazzare come un coccodrillo, dal momento che la mia speranza è stata sempre che il partito da me scelto fosse migliore degli altri. Una speranza che purtroppo viene ciclicamente vanificata, tanto da farmi venire in mente il saggio Cicerone che, prendendosela con Catilina, tuonava: “Quousque tandem abutere patientia nostra?”

Già, cari onorevoli: fin quando abuserete della nostra pazienza e continuerete con giochetti e sotterfugi per continuare a farvi gli affari vostri? L’ultimo imbroglio – fortunatamente sventato – è rappresentato da quel decreto Salva-Roma che ora tutti ripudiano, ma che sarebbe tranquillamente stato approvato se – è amaro ammetterlo – non ci si fossero messi di mezzo i grillini prima e il presidente della Repubblica poi. Un decreto – è bene ricordarlo – nato per rimettere in sesto il bilancio della Capitale (e già qui si potrebbe aprire il capitolo per sapere come mai in Campidoglio si sia arrivati a questo punto e se è giusto che a pagare, alla fine, sia sempre il popolo bue), ma dove poi è stato infilato di tutto. Dai venti milioni per tappare i buchi del trasporto pubblico calabrese, ai ventitré per i treni valdostani, al mezzo milione per il Comune di Pietrelcina, paese di Padre Pio, al milione per le scuole di Marsciano, in Umbria, a un altro milione per il restauro del palazzo municipale di Sciacca, al mezzo milione per la torre anticorsara di Porto Palo, al milione a Frosinone, ai tre a Pescara, e ai 25 addirittura a Brindisi. E l’elenco sarebbe ancora lungo, ma lo risparmiamo al lettore per carità di patria.

Bisogna dire grazie ai rappresentanti del Movimento 5 Stelle che, avendo scovato l’emendamento galeotto sugli affitti d’oro dei palazzi che lo Stato paga ai privati, hanno fatto un gran putiferio costringendo Giorgio Napolitano a mettere lo stop ed Enrico Letta a fare il Garibaldi di turno, rispondendo “Obbedisco”.

Ora, cari onorevoli e senatori viterbesi del Pd, tutto ciò dimostra purtroppo che voi e tutti gli altri vostri colleghi della maggioranza non avete ancora capito. Non avete capito che la gente è stufa, è incazzata, è affamata. Non avete capito che l’aria è cambiata e che certi giochetti non si possono più fare. Non avete capito che ormai non vi si può perdonare più nulla e che il vostro destino è legato solo alla serietà che riuscirete (ammesso che ci riusciate) a dimostrare.

Ha ragione il renziano Davide Faraone: “Cambiare radicalmente, o si muore”. E Matteo Renzi, checché ne pensiate, è l’ultima carta che vi è rimasta da giocare. Giacché l’alternativa – se continuerete così – sarà solo l’ulteriore trionfo di Beppe Grillo che – lui sì – rottamerà voi e l’intero partito. Buon anno.

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Mandiamoli a raccogliere i pomodori questi rappresentanti solo ed esclusivamente dei c. loro.

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