17112017Headline:

Bollette elettriche gravose per le imprese

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Le prime avvisaglie di questo 2014 non lasciano molte speranze alle piccole e medie imprese che vedranno un aumento vertiginoso sulle bollette elettriche: rispetto al 2013, infatti, quest’anno si assisterà a un rincaro pari a 2 miliardi 137 milioni di euro sugli oneri generali di sistema che andranno a pesare sul costo finale dell’energia.
Le nostre imprese non possono sopportare nemmeno l’ipotesi di una simile situazione. Per non parlare poi delle famiglie. Artigiani e piccoli imprenditori non hanno più l’energia per far fronte a queste emorragie di capitali. L’aumento, segnalato dall’associazione sulla base della delibera 64172013 dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas sull’aggiornamento degli oneri, deriva da una serie di misure come le agevolazioni per le grandi imprese energivore, che valgono 1,2 miliardi e che finiscono per essere finanziate dalle piccole imprese e dalle famiglie. Le Pmi in bassa tensione con potenza impegnata superiore a 1,5 Kw subiranno nel primo trimestre 2014 un umento complessivo degli oneri pari al 7 per cento: da 63,66 euro/MWh a 68,36 euro euro/MWh.
Sono vari i fattori che concorrono a gonfiare le bollette elettriche, tra i quali i 300 milioni per finanziare la sospensione dell’Imu e i 60 milioni previsti per finanziare una centrale a carbone prevista dal decreto legge “Destinazione Italia” e che, stando a quanto afferma la stessa Autorità per l’energia, non rientra nelle esigenze del sistema elettrico nazionale. Le nostre imprese, motori dell’economia del Paese hanno bisogno di politiche che davvero garantiscano una ripresa produttiva. Con questa condotta il risultato non è altro se non quello di aggredire le Pmi con aumenti di questo livello, sia pur per giustificare paventate misure di alleggerimento in altri ambiti. I nostri imprenditori, così come le nostre famiglie, hanno bisogno di tornare a incamerare ossigeno, devono poter risollevarsi. Nessuno può pensare di affrontare un anno duro come quello appena conclusosi.
L’aumento delle bollette elettriche deriverebbe dunque dalle misure contenute nel decreto legge “Destinazione Italia”, sul cui effetto non si hanno neppure certezze: non è vero detto, infatti, che la centrale a carbone, che le Pmi contribuiscono a finanziare, garantirebbe un abbassamento dei costi dell’energia per le piccole e medi imprese. Il tempo è il fattore principale, un fattore che per le nostre imprese ha un valore inestimabile e, a questo punto, non c’è più tempo da sprecare con misure poco chiare che non danno certezza del futuro. È imperativo un intervento che vada ridistribuire in modo davvero equo il peso degli oneri che gravano sulle piccole realtà imprenditoriali.

 

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