21112017Headline:

E’ ora che i partiti siano regolamentati

 

don Luigi Sturzo

don Luigi Sturzo

Senato della Repubblica III legislatura: disegno di legge n°124 d’iniziativa del Senatore Sturzo comunicato alla Presidenza il 16 settembre 1958 : Disposizioni riguardanti i partiti politici ed i candidati alle elezioni politiche e amministrative. Questo è il titolo della proposta che il Senatore Luigi Sturzo,( già Prosindaco di Caltagirone, Vice Presidente dell’Anci dal 1904, fondatore del Partito Popolare, Padre della Patria antifascista, coscienza critica dell’Italia postbellica) formulò su due capisaldi costituzionali: l’art.49 “ Tutti i cittadini hanno diritto ad associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” e l’art. 67 “ Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”

Alla ratio di fondo poneva la lotta alla partitocrazia, una delle tre “malebestie “ che già allora inquinavano la democrazia italiana, con lo statalismo e l’abuso del denaro pubblico, nell’aspetto specifico del finanziamento segreto ed incontrollato dei partiti e dei candidati.

La proposta è di una semplicità disarmante: dare ai partiti, allora come oggi mere associazioni di fatto, una personalità giuridica attraverso il deposito dello statuto alla cancelleria del tribunale civile del luogo in cui hanno sede legale (art.1) ed ogni anno presentare alla stessa il rendiconto delle entrate e delle uscite (art.2).

Altra regolamentazione davanti al tribunale sono le rendicontazioni delle spese elettorali dei candidati (art.6).

Non sfugga, per la semplicità dell’enunciazione, la portata rivoluzionaria di tale legge: la pubblicizzazione della vita finanziaria di un partito ne rende esplicite e certe le risorse e ne sottopone direttamente ai rigori della legge ordinaria ogni violazione e malversazione, sia su istanza privata che d’ufficio.

Dice Sturzo nella relazione di accompagnamento: “ Non ho previsto il caso che lo statuto dei partiti contenga disposizioni non consone al metodo democratico prescritto dalla Costituzione, perché manca fino ad oggi, una definizione che possa giuridicamente fare stato per ciò che precisa il metodo democratico e quali possano essere gli effetti legali di una violazione od omissione” rimandando ad una futura discussione la definizione di tale aspetto che attiene alla democrazia esterna ed interna dei partiti.

Sono passati da poco cento anni dalla nascita di Luigi Sturzo; sarebbe un nobile modo per festeggiarlo se si portasse a compimento quanto da lui iniziato: chissà se tra le riforme fondamentali enunciate si potesse aggiungere nel pacchetto Renzi, questo punto riguardo all’art.49 della Costituzioni sui partiti.

Ciò servirebbe

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