20092017Headline:

Pd, quando le risposte le dettano i leader

merloE adesso che le primarie per la scelta del segretario regionale del Pd si sono celebrate.

 E adesso che l’esito elettorale ha incoronato Fabio Melilli, che ha prevalso sui competitor Lorenza Bonaccorsi e Marco Guglielmo.

 E adesso che nell’assemblea regionale entrano Enrico Panunzi, Sandra Albanesi, Alessandro Antonelli, Alessandra Troncarelli e Publio Cascianelli, afferenti alla lista Melilli. E poi Francesco Serra, Luisa Ciambella, Massimo Alteri e Luciana Vergaro, aficionados per Bonaccorsi, mentre Guglielmo è rimasto a bocca asciutta.

 E adesso che gli addetti ai lavori hanno spiegato (chissà se l’uomo della strada ha capito) che l’ala Sposetti-Panunzi si prende la provincia con Melilli al 55,42%; la componente Fioroni-Serra il capoluogo grazie al 78 e passa agguantato in città, senza contare che il consigliere regionale Enrico Panunzi a Canepina ha fatto ascendere a Melilli a quasi il 100%  dei consensi.

 E adesso che gli stessi addetti alle operazioni hanno rilevato che l’exploit dei renziani di appena due mesi fa non si è ripetuto nell’occasione.

 E adesso che comunque tutti sono contenti.

 E’ contento il segretario provinciale Andrea Egidi in quanto “abbiamo ottenuto un risultato notevole con un forte radicamento sul territorio e con punte assolutamente significative, nonostante una campagna elettorale abbastanza complicata, caratterizzata da punte di tensione e vicende discutibili”.

 E’ contento il renziano Alessio Trani, onde per cui “adesso si deve sostenere una fase difficile, ma comunque avvincente in cui il partito si deve proporre come forza di cambiamento in regione”.

Ma è vieppiù contento il leader dei renziani, Francesco Serra che, alla domanda di Massimo Chiaravalli de il Messaggero, “Non è avvilente un voto ridotto alla solita conta interna?”, ha così risposto: “Quando si fanno le elezioni  ci si conta sempre, dire il contrario è ipocrisia. Detto questo sì, un po’ lo è”.

E’ contento in ultimo, ma non certamente d’importanza, il deputato  Pd Alessandro Mazzoli, anche se non nega che è stata scarsa la partecipazione. Il motivo? “Le ultime vicende nazionali hanno scatenato incertezze e preoccupazioni fra la gente. Invece novemila cittadini si sono mobilitati e a loro dobbiamo dare risposte certe nei prossimi giorni”.

Già, “risposte certe”. Quali? Su cosa? Sulla politica politicante e autoreferenziale ovvero su lavoro, occupazione, futuro per ragazze e ragazzi ai quali il futuro è stato tolto?

Ah, poterlo sapere dai dalemiani-bersaniani-cuperliani-civatiani-renziani, magari con parole loro, senza farsi suggerire le risposte dai rispettivi leader…

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Orientarsi tra le varie correnti e sootocorrenti del PD è come cercare un diamante in una fogna: perfettamente inutile.

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