19082017Headline:

La Roma Nord: un tesoro da preservare

roma nord 3Dal signor Gianfranco Lelmi, esponente di Legambiente, riceviamo e pubblichiamo:

E’ vero, le stazioni per arrivare a Viterbo sono tante, non tutti ricordano però che Joniaux, poi Angelelli ed infine Besenzanica avevano concepito questa ferrovia per collegare il maggior numero di paesi, non certo per arrivare in breve tempo a Viterbo. Esisteva già da alcuni anni la ferrovia Roma, Capranica Viterbo con un tracciato più diretto. Occorre aggiungere che allora come oggi i soldi erano pochi. Per far nascere questa ferrovia e renderla utile i costruttori dovettero considerare anche che il tracciato doveva superare i 102 chilometri, per attingere al finanziamento dello Stato. Se si osserva attentamente il percorso del treno ci si accorge che gli ingegneri responsabili del tracciato esaminarono molto bene il territorio pur non avendo grandi mezzi a disposizione.  Il treno scende lungo le dorsali fiancheggiate dalla Flaminia con ampie curve che consentirono agli ingegneri ideatori di questa ferrovia di evitare la costruzione di numerosi ponti e cavalcavia. Benché criticata da molti, ancora oggi, il treno impiega meno tempo della corriera o dell’auto.

Per raggiungere da Roma Piazzale Flaminio la cittadina  di Civita Castellana con il treno si impiega circa un’ora e trenta. Cosa da non poco se si considera che un convoglio di tre vetture trasporta  513 persone evitando così un inquinamento ed  un infortunistica stradale dalle ricadute disastrose. Stesso discorso vale per raggiungere Viterbo da Civita Castellana. Il treno impiega un’ora e cinque minuti. Se poi si considera l’inverno, per attraversare i monti Cimini occorre sicuramente molto più tempo.

Viterbo come Roma muore di inquinamento, “La Ferrovia Roma Nord” collegando una miriade di paesi nella Tuscia, permette a molti di evitare l’uso dell’auto. Se venisse attuato il disegno di attivare la Circumcimina (i binari già ci sono), se i treni rispettassero un cadenzamento regolare, l’utilizzo dell’auto scemerebbe notevolmente.

E’ inutile cercare la colpa, Atac fa quello che può. Sono i politici che debbono finanziare una ferrovia che é vissuta sempre nel niente. Non si può pretendere, come avvenne, che i tecnici di Catalano, per far viaggiare il treno, si inventarono una macchina che fabbricava i coriandoli che venivano venduti all’esterno. Cioé il ricavato serviva acquistare i pezzi di ricambio dei treni. E’ vero, é una ferrovia fascista, diciamo meglio costruita sotto il fascismo. Eppure a prezzo di grandi sacrifici i nostri nonni ce l’hanno lasciata. Perché buttare alle ortiche qualcosa che ci hanno regalato?? Forse ripetiamo quanto avvenuto nei primi secoli del cristianesimo, quando si distruggevano i templi ed i monumenti romani poiché costruiti dai pagani??

Si deve a Legambiente che con avvedutezza, larghezza di vedute, ha saputo far comprendere a molti il fascino di questo treno che rischia sempre di scomparire. I politici debbono smettere di sognare opere faraoniche che  rischiano di approdare nel nulla. Basta anche un semplice binario, il raddoppio nei tratti in prossimità degli incroci, automatizzare gli scambi, costruire passaggi a livello, sottopassi e cavalcavia, eliminare alcune curve con raggio inferiore ai 200 metri, per far viaggiare questi treni con un cadenzamento di venti minuti.

Speriamo che altre gite come quella dei giorni scorsi abbiano ulteriore seguito. Visite a monumenti fantastici, a chiese, piazze e fontane ci attendono nei vari paesi. Assaggi gastronomici e cibi genuini ci aspettano, “non deludiamoli”.

Legambiente si é assunta un compito che la caratterizza sempre più nella difesa e tutela del patrimonio storico, naturale, artistico che ci circonda. Si può solo che apprezzare il suo operato e di chi lo favorisce.

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