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Bentornato Gaglia: rispetto per i colori gialloblu

L'ex difensore della Viterbese, ora tecnico dell'Albalonga, oggi torna al Rocchi da avversario

Cristiano Gagliarducci

Cristiano Gagliarducci

Quelli come il Gaglia o li adori o li detesti. Non ci sono mezze misure, con lui è sempre stato così nel lungo periodo che, a più riprese, lo ha visto vestire la maglia della Viterbese. Correvano gli anni della C2, tra il 2005 al 2008 (tra andate e ritorni vari), e il Gaglia era una rocciosa presenza nella retroguardia gialloblù: c’è chi ne ricorda episodi epici come quando, infortunato e zoppicante, fermò il temibile attaccante Micchi del Castelnuovo, oppure chi invece ne stigmatizza l’espulsione in diretta televisiva per fallo da ultimo uomo in serale contro la Spal. Per chi nel giugno 2008 era a Viareggio, indelebile resterà l’immagine della sua espressione incredula in mezzo al campo per la retrocessione in serie D. Sul Gaglia giocatore i giudizi di addetti ai lavori, dirigenti, saff tecnici e supporters sono spesso stati contrastanti, ma una cosa è certa: in campo e sugli spalti Cristiano Gagliarducci, oggi allenatore di quell’Albalonga avversaria odierna al “Rocchi” (ore 15, arbitra Santoro di Messina) dei gialloblu di mister Stefano Sanderra, a Viterbo ha lasciato un segno.

“A Viterbo ho vissuto anni bellissimi – ricorda il biondo tecnico di Segni -, da giocatore credo sia stata l’esperienza più emozionante. Si era creato un ambiente caloroso, familiare, e con molte persone di Viterbo sono nate sincere amicizie e rapporti che durano ancora”. Non a caso gli ultras gialloblu meditano di riservargli una rispettosa accoglienza oggi pomeriggio, quella che si tributa a chi la maglia del leone l’ha sempre onorata. “Con la gente di Viterbo, lo ripeto, è stato un grande amore – continua il Gaglia -, dentro e fuori dal campo. Mi farebbe piacere ricevere anche da avversario un segnale di stima da parte dei tifosi, perché tra noi ci sono sempre stati, e sono certo ci saranno anche in futuro, lealtà e rispetto reciproci. Il bello del calcio è soprattutto questo”.

L'allenatore della Viterbese Stefano Sanderra

L’allenatore della Viterbese Stefano Sanderra

Da giocatore ad allenatore, il salto dal campo alla panchina per Cristiano Gagliarducci è venuto quasi da sé qualche anno fa. Un’esperienza nello staff di Sandro Pochesci, poi importanti risultati alla guida prima della Lupa Castelli e ora dell’Albalonga. “Due anni fa sono subentrato a Pochesci e da ultima in classifica la squadra è arrivata a ridosso dei play off – racconta l’ex difensore gialloblu – Nei due anni successivi ho vinto due campionati di Eccellenza, prima con la Lupa e poi con l’Albalonga”. Gagliarducci allenatore si sta quindi dimostrando garanzia di buoni risultati. “Non ci sono segreti, nel calcio non ci si inventa niente – spiega -. Forse il valore aggiunto è poter fare questo mestiere con tranquillità e con la consapevolezza di restare sempre coerenti con se stessi e con le proprie scelte. Mi piace lavorare sul campo e parlare chiaro con i giocatori: io con i ragazzi sono sempre onesto e loro mi seguono per questo. Il mio modo di essere giocatore in campo l’ho riportato in panchina, tutto qui”.

Dopo lo stop di domenica scorsa a Ostia la sua Albalonga è in cerca oggi a Viterbo del pronto riscatto. “A Ostia credo si sia trattato di un incidente di percorso – afferma -. Abbiamo preso gol da rimessa laterale, quando vedi che la tua squadra nonostante l’errore ti dà tutto e cerca in ogni modo di recuperare, allora una sconfitta la si può accettare. Venivamo da una trasferta pesante in Sardegna mercoledì scorso, qualche ragazzo ancora non era in forma e poi dopo aver segnato l’Ostia si è chiusa ed ecco che recuperare è diventato difficile. A Viterbo veniamo innanzitutto per fare una buona partita: sulla carta i gialloblu sono certamente superiori a noi per organico, se la Viterbese sta al 100% di condizione. Veniamo a giocarcela a viso aperto, ma sappiamo che sarà una sfida tosta: dico la verità, avrei preferito incontrarla alla seconda giornata, perché probabilmente avremmo avuto di fronte una squadra ancora non collaudata che veniva da una sconfitta all’esordio. Ora ha avuto due turni di campionato per fare rodaggio e prendere maggiore consapevolezza di sé, perciò sarà più complicato. Credo che affrontare la Viterbese tra sette o otto giornate non sarà facile per nessuno”. Andando oltre la dovuta cautela scaramantica di un Gagliarducci che non si sbilancia, la squadra castellana resta tuttavia tra le più prolifiche di questo avvio di stagione e ci sta che da matricola terribile punti anche a imporsi come outsider nella corsa per la vittoria finale. “Guido una buona squadra – ammette – e la nostra intenzione è quella di disputare un campionato soddisfacente. Siamo una realtà importante che certamente vorrà dire la sua senza stare a guardare, cercando di vivere una bella stagione calcistica e arrivando più avanti possibile. Ho a disposizione un buon gruppo, in attacco forse siamo più completi mentre in altri reparti c’è qualcosa in meno, ma è giusto che si faccia anche attenzione al budget. Vediamo che succede partita dopo partita”.

I tifosi della Viterbese

I tifosi della Viterbese

Prima che il Gaglia sedesse sulla panchina dell’Albalonga, lo scorso anno, il suo nome è stato più volte accostato a quella della Viterbese, nel tourbillon di avvicendamenti che si è avuto al “Rocchi”. “Anche io ho sentito parlare di questa eventualità – rivela –, ma erano soltanto chiacchiere. Una trattativa vera e propria non c’è mai stata”. Un giorno però magari Cristiano Gagliarducci potrà davvero sedere sulla panchina gialloblù. “Confesso che più avanti sarebbe un’investitura che mi renderebbe molto felice – conclude – Ne sarei onorato, specie con un progetto ambizioso e con la possibilità di riportare la Viterbese in alto. Questo mi renderebbe molto felice, ma adesso credo sia più giusto pensare solo ed esclusivamente al presente”. E il presente è un’Albalonga che sta dando grandi soddisfazioni a Cristiano Gagliarducci e che oggi al “Rocchi” non renderà vita facile alla Viterbese. Starà ai gialloblù di Sanderra riservargli una cocente delusione.

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