02032021Headline:

Pd spaccato, Mo.Ri. defilati: che caos

La crisi senza sbocchi: rinviata a domani la riunione romana con Guerini e Melilli

In Provincia la riunione del Parlamentino provinciale del Pd

In Provincia la riunione del Parlamentino provinciale del Pd

E’ davvero difficile trovare un filo logico al termine di una giornata in cui accade tutto e il suo contrario. Da una parte i Mo.Ri. (sintesi di Moderati e Riformisti) che, dando per scontata la fine dell’esperienza amministrativa a Palazzo dei Priori, si defilano, si tengono le mani libere e dichiarano che alle prossime elezioni comunali si alleeranno con coloro (centrodestra o sinistra) che presenteranno il programma più credibile. Intanto la riunione convocata per oggi a Roma davanti ai vertici nazionali e regionali del Pd slitta a domani: sia Guerini che Melilli sono impegnati nell’aula di Montecitorio dove si discute del disegno di legge Cirinnà, nel quale fra l’altro si parla di unioni omosessuali e adozioni da parte di coppie dello stesso sesso. Anzi, per la precisione, il segretario regionale sarà alle prese nel pomeriggio con un incontro sulle primarie del centrosinistra per il Comune di Roma.

E il Comune di Viterbo? Dalla riunione del parlamentino provinciale democrat non sortisce alcuna notizia concreta, se non un documento che scarica sui Mo.Ri. la responsabilità massima dell’attuale situazione in Sala d’Ercole. Sarebbero loro i responsabili della crisi perché provengono, in gran parte, dalla destra e dunque nulla hanno a che fare con il Partito democratico. Madonnasanta, ma quando nel 2013 nacque la lista Oltre le mura, non si sapeva che alcuni dei candidati venivano da altre esperienze? E non fu forse quello il valore aggiunto decisivo  per spostare una certa quantità di voti tradizionalmente conservatori (mettiamola così) verso la parte cosiddetta progressista? Sempre ammesso che possano usarsi termini di questo genere per la realtà viterbese.

Ma c’è anche altro. Come interpretare l’espressione usata dal segretario provinciale Egidi: “Spetta al sindaco trovare un via d’uscita”? Il che lascerebbe intendere che i margini per recuperare in extremis ci sarebbero ancora e che, con un colpo d’ala, Michelini potrebbe miracolosamente rimettere in piedi la situazione. Sortita abbastanza atipica soprattutto da parte di chi in questi anni si è tenuto rigorosamente alla larga dal palazzo comunale, come se non competesse anche (e soprattutto) al responsabile laziale degli enti locali interessarsi delle vicende di un Comune che il centrosinistra ha riconquistato dopo 20 anni. Accusare il primo cittadino di essere diventato il leader dei Mo.Ri. (nati secondo Egidi dall’attivismo di una parte del Pd, quella fioroniana) significa semplicemente spostare il problema, che invece sta nella definizione dello status del Pd della Tuscia. Cioè, in termini chiari, deve prevalere la linea del moderatismo cattolico (sì, pure democristiano) di Fioroni o quella sinistrorsa di Egidi (anzi di Panunzi)? E come si può oggettivamente pensare di allargare le alleanze se non rivolgendosi a settori moderati, anche di provenienza forzitaliota o centrista o di altre aree culturali ancora più a destra?

Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini

Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini

E’ il progetto di Renzi, tanto per essere chiari,  che magari si concretizzerà con l’ingresso di Alfano (cioè l’ex delfino di Berlusconi) proprio nelle liste del Pd. Questa è la verità, piaccia o non piaccia ad Egidi (anzi a Panunzi). Accusare oggi i Mo.Ri. di essere destabilizzanti è operazione davvero di basso profilo. Magari le cose andavano dette tre anni fa quando invece, pur di riconquistare Palazzo dei priori, i critici di oggi si tapparono naso, bocca, occhi e orecchie, appoggiando proprio Michelini contro il renziano Serra.

La segreteria provinciale approva un documento (28 favorevoli, due contrari: in totale 50 aventi diritto al voto) che lascia (per quanto possibile) il pallino nelle mani del sindaco. Servirà? Basterà? O è soltanto fumo negli occhi? Si vedrà, ma il tempo delle ipocrisie è ormai scaduto. Chi ha davvero la volontà di chiudere l’esperienza amministrativa lo faccia a viso aperto (dal notaio o in consiglio comunale) purché questa pantomima abbia finalmente termine.

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