30062022Headline:

Finalmente la Tuscia esce dal provincialismo

Riflessioni e considerazioni di varia umanità sorseggiando il caffè della domenica

trentarighe disegnoLa faccenda, probabilmente, è sfuggita o quanto meno non se ne è avuta (e data) una percezione completa. Nel giro di un pochissimi giorni, Viterbo è stata protagonista di due questioni che pur diversissime tra loro, comunque pongono il capoluogo della Tuscia al centro di ambiti che superano decisamente i confini provinciali, sempre angusti e abbastanza limitati.

In ordine di tempo, prima la nascita del Distretto culturale e turistico dell’Etruria, diretta conseguenza del progetto Etruria Experience, già benedetto dalla vetrina Expo e successivamente anche dalle istituzioni europee. In nome dei progenitori etruschi mette insieme territori di tre regioni: qualcosa che fa rete e sinergia e che avrà conseguenze concrete anche negli sgravi fiscali che tali iniziative prevedono. Viterbo, senza nulla togliere agli altri due comuni (Orvieto e Chiusi) firmatari del protocollo di intesa con il ministero dell’Istruzione e con quello dei Beni culturali, si pone come naturale leader dell’iniziativa. Ma anche se così non fosse, perché non ci sono state in questo senso affermazioni di primogeniture o sottolineature di primati, l’importanza per la Tuscia tutta è fuori discussione. Solo chi è in malafede, fa finta di non accorgersene. Ed è importante pure che la Toscana, meta turistica decisamente più frequentata rispetto al Viterbese, aderisca con convinzione come ha sottolineato il governatore Rossi proprio dalla colonne di Viterbopost. Con un ulteriore passaggio: chissà che l’Etruria nel suo insieme non possa decidere di partecipare al concorso per la capitale italiana della cultura: non più un’entità definita, ma un territorio. Una capitale diffusa, insomma. Dire che si tratta di proposta stuzzicante è proprio il minimo.

A distanza di poche decine di ore, un altro passaggio importante. Villa Tedeschi diventa sede (la prima in Italia. dopo Roma) dell’Universitas Mercatorum, l’ateneo telematico delle imprese, che mette insieme Unipegaso e Unioncamere. Una vicenda importante che non solo mette in sicurezza il futuro della Camera di commercio di Viterbo e dei suoi dipendenti (con la riforma nascerà quella dell’Alto Lazio, con l’accorpamento di Rieti), ma lancia l’ente camerale guidato da Domenico Merlani nell’elite nazionale per capacità di innovazione e di proposta.

In entrambe le questioni, c’è lo zampino dell’onorevole Fioroni, che potrà pure essere antipatico ma in quanto a capacità di strategia politica ha ben pochi rivali anche a livello nazionale. Si tratta di iniziative utili? Certamente sì, come qualunque altro progetto (Trasversale, in primis) che sia capace di affrancare Viterbo dal suo atavico isolamento provinciale (anche per colpa dei viterbesi, sia chiaro).

Buona domenica

Ps. Qualche testata locale va blaterando negli ultimi giorni di primati su Facebook, di momenti magici e via discorrendo. Bene, bravi, bis. Intanto, Trenta righe rinnova umilmente la richiesta di conoscere il segreto dei giornali che, pur senza notizie, riescono ad ottenere cotanti successi. E poi, i campioni del mondo di subbuteo o di calcio balilla farebbero figure barbine pure in Terza categoria se scendessero in campo. Perché semplicemente si parla di mondi diversi. Ecco, il giornalismo è un’altra cosa.

Aribuona domenica

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