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Equitani: “Anch’io volevo, ma non potevo”

L'assessore provinciale Paolo Equitani

L’assessore provinciale Paolo Equitani

Paolo Equitani, assessore provinciale all’Ambiente, si dà la zappa sui piedi. E lo fa con una nota all’arsenico (visto che di quello parla) con cui irride alla soluzione prospettata dal neo sindaco viterbese Leonardo Michelini di captare acqua dal lago di Bolsena, non mancando di prendersela anche con chi ha riportato la notizia.

Ma cosa dice Equitani? Vediamo un po’. “Si è insediato da appena dieci giorni – esordice – eppure scopriamo che, secondo alcuni organi d’informazione locali particolarmente attenti a registrare e propagandare ogni minimo starnuto proveniente da palazzo dei Priori, il neo sindaco Leonardo Michelini possiede la bacchetta magica. Eh sì, sembra che in una sola settimana abbia trovato la soluzione ad ogni emergenza, ad iniziare da quella dell’arsenico. Ebbene, quale sarebbe questa soluzione epocale? Niente meno che quella di utilizzare l’acqua del lago di Bolsena, per dar luogo ad un processo di miscelazione in grado di ricondurre i parametri di arsenico al di sotto della soglia di legge.  Peccato però che la stessa, identica idea sia stata proposta già due anni fa dall’amministrazione provinciale alla Regione per risolvere il problema su tutto il territorio. Michelini dichiara oggi che i dearsenificatori possono rappresentare soltanto una soluzione di carattere provvisorio in grado di tamponare l’emergenza nell’immediato, ma senza sradicare il problema alla radice. E’ ciò che il sottoscritto e l’amministrazione Provinciale vanno ripetendo da quando la Regione nel 2010 si è accorta che l’ultima proroga stava scadendo e che era necessario correre ai ripari”.

E qui già siamo alle comiche perché Paolo Equitani da Bolsena, nella sua immensa ingenuità, afferma praticamente che il suo peso specifico di amministratore viterbese nei confronti degli organi romani è sostanzialmente pari allo zero. Insomma, ammette di non contare un tubo (e, trattandosi di acqua, l’espressione è quanto mai azzeccata).

Ma andiamo avanti. “Furono anzi prospettate due soluzioni – prosegue l’assessore – a suo tempo presentate in una specie di  libro bianco inviato a tutti gli enti competenti. I progetti c’erano, mancavano però i finanziamenti. La Provincia non ha mai avuto, e continua a non possedere, alcuna competenza diretta nella risoluzione del problema ma si è preoccupata comunque di  individuare ed offrire ipotesi di soluzioni adeguate e soprattutto fattibili. La Regione ha ritenuto prioritario investire sulla realizzazione dei dearsenificatori, soluzione che, come evidenzia giustamente anche Michelini, può solo servire a tappare il buco, non certo a riparare la falla”.

Secondo autogol, alla Comunardo Niccolai (difensore del Cagliari anni ’70 divenuto famoso per aver centrato spesso la propria rete). Non solo lui non contava nulla, ma neanche l’ente di cui si onora di far parte (e forse anche il Comune gestione Marini) visto che la Regione – come lui stesso afferma – ha preferito percorrere strade diverse, nonostante a capo della stessa ci fosse una certa Renata Polverini.

Il finale. “Nei giorni scorsi in Provincia – è la conclusione – ci siamo nuovamente incontrati con gli esperti dell’Università della Tuscia per riprendere e rilanciare il progetto di ricerca sulle acque superficiali. Ci fa piacere sapere che il progetto relativo alla miscelazione è condiviso, apprezzato e sostenuto anche da Michelini. Tuttavia la volontà, da sola, non è sufficiente, servono i soldi che finora però la Regione ha preferito dirottare su altri discutibili interventi. Spero comunque vivamente di poter incontrare quanto prima il sindaco di Viterbo per discutere ed approfondire insieme a lui i termini della questione, individuando, se possibile, una linea d’azione condivisa anche dalla Regione Lazio”.

E qui all’assessore s’è accesa una lampadina. Nel senso che anche lui s’è accorto che gli attori sono cambiati e che forse potrebbe cambiare anche il resto. Il problema di fondo per il povero Equitani è che la classe politica di centrodestra – nella Tuscia al governo da una vita – a Roma ha sempre trovato le porte chiuse. E ha dovuto masticare amaro e far masticare amaro ai viterbesi. Tante chiacchiere, ma pochi fatti (a proposito, se vogliamo intavolare un dibattito sull’aeroporto…).

La speranza dei viterbesi è che la musica cambi e che alle parole seguano anche i fatti. Perché, caro Equitani, se c’è la volontà politica i soldi si trovano. Altrimenti meglio fare i burocrati in mezzo alle scartoffie e alle parole. Senza alcun costrutto.

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17   Commenti

  1. Giorgio Molino scrive:

    Dopo Filippo Rossi da Trieste, povero portaborse alla ricerca di un lavoro a spese del popolo lavoratore, ecco Paolo Equitani da Bolsena, ricco albergatore con l’hobby della politica a difesa dei suoi interessi. La nostra provincia sarà quel che sarà, ma non manca certo di fulgidi esempi per la gioventù.

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