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Michelini: “Aiutatemi a cambiare la città”

Andrea Egidi

Andrea Egidi

E’ l’ultima puntata di un congresso provinciale, ma è anche una specie di antipasto per quello nazionale del’8 dicembre, il famoso congresso della Madonna, perché viene nel giorno dell’Immacolata. E’ la consacrazione di Andrea Egidi, segretario uscente e rientrante, senza neanche aver chiuso prima la porta, ma fuori dalla sala dell’albergo Niccolò V c’è pure la gente che fa il bagno nella piscina delle Terme (nuotanti-militanti?). C’è il sindaco Michelini, e questa alla fine è l’unica novità rispetto al passato, perché il centrosinistra non l’aveva mai avuto, il Comune capoluogo. Perciò applausi soddisfatti, lampi di flash alla prima fila dei big (assenti, comunque, Fioroni e Sposetti) e poi via, si può cominciare.

E va bene che il gran cerimoniere ha il fisico e il ruolo di Peppe Fraticello, ma questo passa il convento. Comunque, il presidente della commissione per il congresso ha una certa voce che mette soggezione, e quieta la nutrita platea. Dà i numeri, Fraticello: 3278 persone iscritte al Pd nella Tuscia, alle elezioni hanno partecipato 2853 iscritti. Egidi ha preso 2071 preferenze (il 74 per cento), mentre Trani 748, il 26 per cento. Più le bianche, più le nulle. “Una fase congressuale tranquilla e corretta, al di là di quello che è successo in altre parti d’Italia”, s’inorgoglisce Fraticello. Che quindi proclama Egidi nuovo barra vecchio segretario.
Parla Michelini, come esterno al partito che però ringrazia “per aver ampliato la coalizione che mi ha portato a palazzo dei Priori e ha scommesso sul cambiamento.Adesso aiutatemi a fare battaglie non contro qualcuno, ma per qualcosa”. Gli azionisti di maggioranza vanno sempre coccolati.
Arriva anche il presidente della Regione Nicola Zingaretti (altri applausi), ma prima bisogna ascoltare il discorso del vincitore. Che è lungo (una volta si sarebbe definito “articolato”), tocca un sacco di argomenti, e in sostanza è quello che Egidi va riferendo da un mese, sui giornali, negli incontri, sul suo programma elettorale. Ci sono carezze allo sconfitto – parcere subiectis -, la proposta come vice a Manuela Benedetti, strizzatine d’occhio a Zingaretti, “che per la seconda volta partecipa ad un congresso vinto da me”.

Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

E allora sentiamolo, Zingaretti. Perché il suo intervento è importante per la Tuscia, quando promette di “rispettare il patto per Viterbo sottoscritto la scorsa primavera, a partire dalle Terme, che sono all’ordine del giorno del Comune – però, informatissimo il Governatore – un Comune che fino a pochi mesi fa aveva Marini, mentre la Polverini era alla Pisano, e Alemanno al Campidoglio”. Ma è interessante, il Zingaretti pensiero, specialmente quando affronta il tema del prossimo congresso nazionale. Non dice per chi voterà e farà votare, anche se ammette: “Me lo chiedono tutti, ma io debbo mordermi la lingua e stare zitto, anche se sono una bestia della politica e vorrei discutere di tutto”. Quando però il presidente dice che “certi personalismi alla Berlusconi ormai hanno fatto breccia anche nel Pd”, si capisce che Matteo Renzi non gli piace. Dunque: o voterà Cuperlo, o farà il pesce in barile, magari in attesa dell’occasione giusta, visto che c’è chi lo vorrebbe addirittura come candidato premier. Di certo, Zingaretti sa vendere bene la sua merce, dato che si dilunga sulle migliorie che dice di aver apportato alla Regione. E annuncia prossimi cantieri, altre riforme.

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

S’è fatta una certa, bisogna dare spazio agli interventi, e a qualcuno in platea cala la palpebra, nonostante le belle figliole accorse in massa, forse per il richiamo renziano (confronta: la nuova icona Maria Elena Boschi). Di certo però, i seguaci del sindaco di Firenze qui non solo non hanno sfondato, ma non hanno neanche sfiorato quella “soglia psicologica” del 30 per cento. E infatti, fuori, poco prima che si cominci, Francesco Serra e Massimiliano Pistilli discutevano con vigore. Da adesso al congresso della Madonna manca ancora un mese, e da oggi nei circoli del Pd si tornerà a votare per i delegati. Così, giusto per non perdere l’abitudine.

 

 

 

 

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1 Commento

  1. Giorgio Molino scrive:

    Una grande parata di teste lucide, questo congresso del PD! Dal Zingaretti a Cimarello, passando per l’onorevolino Riccardino Valentini e il trombatissimo Pistilli, ce n’è veramente per tutti i (dis)gusti.

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