Allora, ‘sto festone? E’ andato bene, pensa che in giro ho incontrato pure uno di Bomarzo. Musica anni Settanta e Ottanta, in questa notte di febbre viterbese del venerdì sera – robetta di lusso, a livello internazionale – le piazze della città tutte prese dai dj, dalle band e dalle orcherstre. E’ Friday Night Fever, la febbre del venerdì sera pagata dal Comune (2omila euri) perchè noi il sabato neanche lo consideriamo.
E allora musica, nelle piazze, tra la gente, pure se non balla nessuno, pure stanno tutti lì a guardare, a bere e a fare gruppo. E poco importa se stanno suonando una cover band dei Duran Duran o mitologici Squali (quelli che ancora sono vivi) o Tropicana: lo spettacolo è sempre lo stesso, sotto i nobili portici di Palazzo dei Priori, o a ridosso delle venerabili fontane di piazza delle Erbe o del Gesù. E i negozi aperti al Corso? Tre al massimo, del mercatino vintage (l’ho letto sui manifesti) manco a parlarne, a parte quello spacciatore al Suffragio.
Ah, come ci siamo ridotti. Ventimila euro di soldi pubblici, più la questua raccattata tra i vari locali compiacenti (50 euro l’uno) per realizzare questo spettacolo che non è nè carne nè pesce, che non c’azzecca nulla con la storia del posto, che arriva per giunta troppo tardi anche a livello metereologico. E allora, spazio alle orde dei ragazzini tatuati ( a proposito: lunedì inizia la scuola), delle coppiette in libera uscita, degli ubriaconi del fine settimana. Questo Friday Night Fever è tutto qui: una libera uscita paesana che non esclude nessuno e che non arricchisce nulla. Pe’ pe’ pe’ pe’ pe’…







