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Filippo Rossi, un’overdose da Caffeina

Filippo Rossi

Filippo Rossi

Si  annuncia tumultuosa (se non addirittura di fuoco) l’assemblea che sabato prossimo 23 marzo riunirà, presso la sala riunioni della Banca di Viterbo, i soci della neonata Fondazione Caffeina, a supporto dell’evento che, tra giugno e luglio, ormai da qualche anno vivacizza il centro storico viterbese.

Tumultuosa, o di fuoco, si vedrà. Fatto sta che a molti di coloro che hanno aderito all’iniziativa, sganciando anche diversi soldini, non è andata proprio giù che l’inventore di Caffeina Filippo Rossi a pochi giorni dal varo della Fondazione, abbia deciso di candidarsi a sindaco, tant’è che sabato 23 dovrebbe annunciare la sua uscita dalla Fondazione, di cui è presidente.

Intendiamoci, nessuno ha la benché minima intenzione di limitare la volontà di Filippo Rossi. Ma esiste, ed è concreto, il timore che Caffeina possa in qualche modo avviarsi verso una parabola discendente, cosa deleteria per la città dopo i fasti degli anni passati. “Noi abbiamo deciso di investire sull’evento – dicono alcuni soci che per ora preferiscono rimanere nell’ombra – sapendo che Caffeina aveva un certo tipo di organizzazione in grado di garantire la riuscita della manifestazione. Ora qualche interrogativo sorge. Che fa Rossi? Si estranea dall’iniziativa e pensa solo alla campagna elettorale? Oppure, esce per una questione di forma, ma sostanzialmente continua a fare quello che faceva prima? E se dovesse essere eletto? Come potrebbe conciliare questi due ruoli?”

Insomma, il quadro è profondamente cambiato e qualcuno imputa a Rossi un’assenza di chiarezza sulle sue mire future. “Lo avesse detto a tempo debito – afferma il solito interlocutore – si potevano anche prendere decisioni diverse”.

Certo è che in molti ci sono rimasti male e qualcuno sta anche pensando di tirarsi indietro. Se lo farà a no, lo si saprà soltanto il prossimo 23 marzo, anche sulla base di quello che Filippo Rossi dirà ai soci e a quanto potrà essere convincente.

Resta il fatto che, quanto meno a livello di opportunità, la scelta di Rossi appare azzardata sia nei confronti delle proprie aspirazioni personali (non ci vuole certo la palla di vetro per prevedere che le sua possibilità di diventare sindaco siano vicine allo zero), che nei confronti delle persone e delle istituzioni da lui coinvolte, sollecitandole ad aderire alla Fondazione Caffeina. Peccato, perché dopo essere stato forse l’uomo più ammirato di Viterbo per aver creato una grande fenomeno di massa, ora rischia di trasformarsi in quello più detestato.Vittima di un’overdose proprio da Caffeina.

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