Meroi dice: “Non lascerò certo la Provincia alla sinistra”. Già. E però la Provincia trema, ormai da più di dieci giorni, dopo l’alzamiento di Fratelli d’Italia, che chiede un assessore in più, e la reticenza più o meno manifesta dell’Udc a cederne uno, di assessorato. E mentre il Pdl se ne sta buono buono, ecco che il presidente alza la voce. Dà ultimatum. Propone accordi.
“Bisogna risolvere il tutto in tempi rapidissimi – dice Meroi – perché a questo punto il problema politico diventa problema amministrativo, bloccando la macchina. E io questo faccio: l’amministratore”. (Nota: qui si legge bene il progressivo distacco che accompagna ormai da tempo il presidente nei confronti dei partiti e degli apparati). Poi la proposta: “Formalizzo ufficialmente il 3-2-2, e cioè tre assessorati al Pdl e due rispettivamente a Fratelli d’Italia e Udc, più la presidenza per la stessa Udc. Si tratta di una ripartizione numerica, in base ai rapporti di forza in consiglio, visto che il Pdl ha sei consiglieri, Fratelli d’Italia e Udc quattro ciascuno, a prescindere dalle componenti interne di ogni gruppo. Sulle deleghe se ne può parlare, così come sui nomi”. Di questo ne parliamo dopo.
Il problema, e la notizia, è che nonostante la fermezza di Meroi, circola un documento tra i consiglieri Pdl e Udc, che chiede al presidente di non cambiare nulla. Di mantenere lo status quo, con i quattro assessori al Pdl, i tre all’Udc e uno solo a Fratelli d’Italia. Unica variazione ammessa, la staffetta prevista e congelata tra Santucci (uscente) e Barbieri (entrante). La lettera gira, raccoglie le firme e le disponibilità, ma per avere una certa forza dovrà essere sottoscritta da tutti i consiglieri Pdl e Udc, altrimenti vale poco o nulla. Staremo a vedere se questo scritto creerà uno scontro aperto con il presidente e le sue intenzioni, o se alla fine si arriverà ad un accordo. Fatto sta che qualcuno dovrà concedere qualcosa, fare un passo indietro, altrimenti il rischio di andare tutti a casa sarà davvero concreto. Va anche detto che Meroi esclude già da adesso le dimissioni, sempre per non lasciare la piazza alla sinistra. Ma il bello è che se dovesse cadere la Provincia, il commissario reggente sarebbe, indovinate chi, proprio Marcello Meroi: lo prevede la legge, ad esaurimento degli Enti che verranno cancellati da un nuovo decreto che sta preparando il Governo, dopo che quello precedente è stato bocciato dalla Consulta.
Intanto, ieri sera il presidente ha incontrato Fratelli d’Italia, oggi si rivedrà con l’Udc. Ecco perché il totoassessore, in questo momento, è fine a sé stesso più che mai. Assessori interni od esterni. Come, in Fratelli d’Italia, Piero Camilli, anche se qualcuno insinua problemi d’incompatibilità con la presidenza del consorzio valle di Paglia. O magari come Antonio o Federico Fracassini, o ancora con Luigi Maria Buzi. O, nell’Udc, l’ingresso di Barbieri e la presidenza pronta per Bigiotti. Al momento, solo nomi. Delle poltrone non v’è certezza.








