12122025Headline:

“Serve una differenziata differente”

Barbieri Biribicchi De Giorgi InnocenziNella città dei Papi c’è qualcosa che puzza. L’immondizia. E non tanto le scatolette di tonno o la buccia delle banane. Puzza più che altro l’apparato che ruota attorno ai sacchi. Questo almeno secondo FondAzione. Che punta il dito contro l’amministrazione Michelini, sciorinando dati e considerazioni.

“Tre gli aspetti – attacca Roberto Innocenzi – che ci stanno a cuore: pulizia delle strade, turismo e innovazione. In sede di consiglio faremo interrogazioni a riguardo. E ci si chiede come mai solo noi vogliamo portare sotto i riflettori questo elemento. Altro che Macchine in piazza o palloncini. Qui il problema è serio”.

E dopo un avvio così soft tocca a Marco De Giorgi prendere le redini. “Troppe lamentele – dice il coordinatore de La Mia Tuscia – e troppa confusione. E principalmente zero riguardo per le fasce deboli. Anziani e disabili sono andati incontro a uno stravolgimento del quotidiano senza spiegazioni e supporto. È assurdo”.

Tocca poi a Viterbo che lavora, terzo partner nella pratica appena descritta. “Sottolineiamo subito che siamo a favore della differenziata – sostiene Ugo Biribicchi – ma partiamo dal principio che dovrebbe essere un ricavo, non un costo. La politica da tenere era una sola e semplice: copiare da chi sa fare. Qui invece si sono improvvisati con risultati pietosi. Un problema organizzativo, e non ci vengano ora a parlare di tecnici o saggi. Non ce li possiamo permettere altri stipendi. E un problema di comunicazione. Doppio errore pertanto. È tutto da rivedere”.

La palla passa poi al padrone di casa Paolo Barbieri. In leggerissima vena di domande: “In Ati spendiamo nove milioni l’anno. Sotto il Cev almeno tre di meno. Ci si aspetterebbe un servizio ad hoc. E invece la comunicazione è stata pessima, telefoni occupati e punto informazioni assente. L’umido dovrebbe portare a un risparmio. Vi risulta? I rifiuti vengono caricati su ‘Apetti’ e poi traslocati su mezzi pesanti. Con quale autorizzazione? Il disboscamento è passato dal meccanico al chimico. La Asl cosa ne pensa? Dovevano lavorare in novanta e tre sono stati già licenziati. Perché? Ora sono subentrate due cooperative. In pratica un subappalto. Ma non è vietato? E che tipo di contratto ha? Quanto costa? E, a proposito di appalto, la ditta ha presentato un piano economico? E come mai entro luglio doveva partire il regime completo e ancora non ci siamo? Le bollette poi sono arrivate in via bonaria. Questi signori lo sanno che cosìsì facendo si possono pagare anche tra un anno senza mora e senza spese altre? Sia chiaro, mi domando tutto ciò dopo aver analizzato il contratto. Non potevano farlo anche loro? Che si sbrighino a modificarlo”.

Chiude l’esperto Paolo Zappi, chiamato in causa in quanto presedente del Consorzio Teverina. Laddove (gira voce) le cose funzionano alla grande. “Ho esaminato le criticità – conclude – e ho riscontrato troppi disservizi. Umido e secco non andrebbero insieme. Perché se l’umido finisse nel compost non sarebbe un costo. Invece pesa parecchio e rende zero. Il porta a porta non funziona nei grossi centri. Occorre realizzare le isole di prossimità. Comode, pratiche, soddisfano circa mille persone. Ne fai dieci in zone tipo Santa Barbara e sei a galla. Su tutto però vorrei sottolineare un dato: a Viterbo il costo pro-capite per l’immondizia è di 150 euro. Per un servizio che sa tanto di disservizio e molto di disincentivo alla differenziata. Dove le cose vanno bene si scende a settanta. Mediamente si sta sulle novanta”.

Già, a quanto pare la mondezza puzza.

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