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Sepoltura ecologica: una libertà negata

grotta calcataNegli ultimi anni milioni di cittadini italiani hanno sottoscritto proposte di legge di iniziativa popolare ma hanno dovuto constatare come il Parlamento non abbia preso in alcuna considerazione le loro proposte.

Anche noi del Circolo vegetariano abbiamo fatto una nostra proposta di legge popolare per la sepoltura ecologica (presentata il 29 luglio 1999, dopo cinque anni di raccolta firme e di promozione), purtroppo non presa in considerazione dalle istituzioni. Quando consegnammo la petizione alla Camera la notizia corse su tutti i giornali. Purtroppo la proposta di legge non passò per la solita opposizione vaticana (e dei forti interessi economici che girano sul “capitolo mortuario”) che vuole mantenere il primato e l’esclusiva sullo smaltimento dei cadaveri, nel modo religiosamente consentito.

Oggi la Chiesa ha accettato che la cremazione possa effettuarsi, ma non accetta la dispersione delle ceneri. Comunque nella nostra proposta, oltre alla libertà di inumazione del defunto nella nuda terra nel proprio terreno o nel luogo prescelto (parchi, riserve, immersione in acque, esibizione su alture, etc.), facevamo specifica menzione alla possibilità di incenerimento con sistemi ecologici, in particolare con l’uso di specchi ustori o di pire funerarie. Questo per evitare sprechi energetici ed inquinamento ambientale.

Questa battaglia rientra nelle libertà espressive della morte. Libertà, che implicando una scelta laica anche per il post mortem, sono di attualità e di grande valore sociale, soprattutto per sottrarre il cadavere alle “lobbyes mortuarie”, sia religiose che civili. In questa opera abbiamo anche collaborato con la So.Crem, l’associazione che promuove la cremazione. Purtroppo ancora non si vedono risultati concreti. Anzi, abbiamo riscontrato una ritrosia permanente a trattare questo tema. Ci rendiamo conto che gli interessi smossi dalla morte sono tanti ma questo voluto silenzio, su un argomento che tocca i sentimenti (e le saccocce) di buona parte della popolazione, appare una forma di evidente censura. Nella laicità dello Stato è necessaria una normativa più liberale e democratica sulla gestione mortuaria. Non è giusto che la gerenza del cadavere pesi quanto una esosa tassa di successione (anche in forma di ricatto sociale): pompe funebri, cerimonie religiose, bare, tombe e loculi a prezzi stratosferici, una vera e propria imposta sul decesso. In termini estremamente pratici il Circolo Vegetariano continua a portare avanti la battaglia della libertà di esprimere un commiato laico, della libertà di cremazione e dispersione delle ceneri e della libertà di astenersi dall’accanimento terapeutico.

In tal senso, recentemente avevamo anche proposto che le salme potessero venire utilizzate allo scopo di recuperare sostanze utili, sia per la produzione energetica che per il riciclaggio organico, in modo da evitare lo spreco attuale, in cui i corpi vengo chiusi in cassette stagne e la natura non può avvantaggiarsi delle sostanze residue…. Come avviene ad esempio nel caso di recupero di carcasse animali per produzione energetica e di fertilizzanti, sapone e altro ancora.

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