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Bolsena: l’Italia nella cultura tedesca

Domani pomeriggio alle ore 18, presso il Caffè Al Tre dell’orologio, nel quartiere Castello di Bolsena si svolgerà un nuovo incontro del ciclo “Blicke/Sguardi – L’Italia nella cultura di lingua tedesca”, organizzato dal Club Unesco Viterbo Tuscia.

La rassegna intende valorizzare la frequentazione assidua del territorio del lago di Bolsena da parte di numerose persone di lingua e cultura tedesca, interessate alla conoscenza della storia e della cultura italiana e ad un confronto di punti di vista, che possa costituire un arricchimento reciproco per le due comunità.

L’incontro avrà per tema: “Con Michelangelo nella Cappella Sistina. Dal Cielo fino all’Inferno – Vom Himmel in die Hölle”. A parlare dell’argomento saranno i professori Dieter Kolschöwsky e Christiane Amann Steinhauser. La conferenza sarà svolta in lingua italiana e tedesca, con il supporto di una suggestiva documentazione audiovisiva.

«Con la rassegna “Blicke/Sguardi “ – afferma il Presidente del Club Unesco Viterbo Tuscia Luciano Dottarelli – intendiamo sia rispondere ad una specificità del nostro territorio, molto apprezzato e frequentato da un turismo internazionale, di cultura prevalentemente tedesca sia dare attuazione ad una delle finalità fondamentali della nostra associazione, che è quella di promuovere la comprensione e la cooperazione culturale, al fine di avvicinare persone, gruppi e popoli di diverse nazionalità. Il tema affrontato sabato è poi di particolare attualità visto che da pochi giorni sono entrati in funzione nella Cappella Sistina i due nuovi impianti, uno di climatizzazione, trattamento e ricambio dell’aria e uno di illuminazione con tecnologia Led attesi da alcuni anni. I media internazionali hanno dato grande risalto a questi interventi che consentiranno di preservare la Cappella Sistina e le pitture non solo dal tempo, ma anche dagli effetti di un vero e proprio turismo di massa, se si considera che ogni anno la Cappella Sistina richiama un pubblico di oltre 6 milioni di persone. La conferenza sarà anche una nuova occasione per riflettere sulla necessità di far crescere la consapevolezza e l’impegno per la tutela dei beni culturali e ambientali».

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1 Commento

  1. Massimo Ravecca ha detto:

    Entrando nella Cappella Sistina di Michelangelo, sopra il Giudizio, speculare all’Innalzamento del serpente di rame, da parte di Mosè, vi è dipinta la crocifissione di Aman, primo ministro persiano che voleva uccidere gli ebrei e poi a morire sarà lui. (cfr. Libro di Ester). Unica croce presente negli affreschi. Fa si che abbiamo una promessa (la croce di Cristo), sotto forma di minaccia. Aman protagonista negativo del carnevale ebraico, negli affreschi di Michelangelo assomiglia al Gesù giudice del Giudizio Universale. Ma in questo caso la somiglianza a cui si alluderebbe non sarebbe fisica, (come invece avrebbero avuto Gesù, Leonardo da Vinci e Michelangelo verso il termine della loro vita), ma funzionale. Il genio di Michelangelo, gli ha permesso un fantastico viaggio nel tempo: avrebbe visto la morte di Gesù in croce, mentre assumeva anche il ruolo di Aman, (anticipando di 4 secoli l’ipotesi simile dell’antropologo Frazer di inizio 900). In un carnevale si perde la cognizione di quello che si fa. Tanto che Gesù sulla croce esclamò: “Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34). Così Gesù amando tutti sarebbe sceso il più in basso possibile per non tralasciare nessuno. Cfr. ebook/book. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

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