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Questo consiglio non s’ha da fare

Rinviata a martedì la votazione per il presidente per "impegni istituzionali del sindaco"

Leonardo Michelini e Nicola Zingaretti

Leonardo Michelini e Nicola Zingaretti

Da oggi non chiamatelo l’uomo della Provvidenza. O, per i buongustai, il cacio su maccheroni. O ancora, per i cinefili, l’uomo che risolve i problemi, come Wolf, l’indimenticabile personaggio interpretato da Harvey Keitel in Pulp Fiction. Già, Nicola Zingaretti, presidente della Regione, è l’uomo che risolve i problemi al sindaco Michelini e, per esteso, alla maggioranza che amministra il Comune di Viterbo. Perché? Perché con la sua visita di oggi a Viterbo, il governatore ha fornito un assist perfetto (o un pretesto, o una scusa) per rinviare il consiglio comunale. Che da oggi pomeriggio slitta a martedì prossimo.

Un consiglio, tra l’altro, che si preannunciava delicatissimo, visto che all’ordine del giorno c’era l’elezione del presidente (c’è’ da sostituire Filippo Rossi, dimessosi un mese fa). Con la maggioranza lontanissima dall’aver raggiunto un accordo sul nome da votare, e anzi spaccata a metà come una mela. Da una parte i partiti Pd e Sel, che puntavano su Francesco Serra, dall’altra le liste civiche, intenzionate a candidare uno dei loro (forse Maurizio Tofani di Oltre le mura). L’arrivo di Zingaretti è cascato a fagiuolo, tutto rinviato e brutte figure evitate, almeno in aula. Perché fuori, invece, è guerriglia urbana.

Il capogruppo di Forza Italia Claudio Ubertini

Il capogruppo di Forza Italia Claudio Ubertini

L’opposizione è incavolata nera, per usare un eufemismo. E oggi alle 15.30 sarà regolarmente in sala d’Ercole, per una conferenza stampa. Basta fare un giro di telefonate per rendersi conto dell’atmosfera. Per esempio Ubertini, di Forza Italia: “Zingaretti è in città stamattina, per inaugurare un treno, e poi sarà a pranzo con i sindaci del Pd. Il consiglio era convocato per le tre e mezza, non c’era motivo per rinviarlo”. A meno che tra i democratici non si facciano magnate luculliane, da mattina a sera. Ancora più arrabbiato Gianluca De Dominicis, del Movimento Cinque Stelle: “Sono indignato. Non capisco dove siano gli impegni istituzionali invocati dal sindaco: la mattina per inaugurare il treno ci può anche stare, ma parliamo della mattina. Il pranzo del Pd? E’ un appuntamento di partito, non c’entra nulla. Qualche giornale aveva scritto che Zingaretti avrebbe affrontato anche la questione Talete, ma la Regione ha smentito seccamente, e quindi di istituzionale non c’è traccia”. Per De Dominicis le ragioni sono altre: “Hanno preso la palla al balzo per rimandare tutto e coprire i disaccordi in maggioranza”. Sospetto che trova conferme, visto che prima del rinvio era noto a tutti che non c’era la più pallida idea su chi votare alla presidenza.

La protesta dell'opposizione il 6 marzo scorso

La protesta dell’opposizione il 6 marzo scorso

Certo, la polemica ci sta così come ci sta che in politica chi comanda possa anche fare certi giochetti: sarebbe da ipocriti scandalizzarsi. Anche se questa è la seconda volta che l’amministrazione Michelini si cimenta nel “salto del consiglio”. Esattamente un anno fa, il 6 marzo, andò allo stesso modo: anche allora la maggioranza occupò per protesta l’aula, celebrando un finto consiglio comunale con tanto di interrogazioni a degli assessori rappresentanti da bambole e pupazzi. Per la cronaca, il ruolo del sindaco fu affidato a Pinocchio: una prova impeccabile.

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