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Tuscia e Udinese Academy, il provino è giusto

Ieri a Viterbo la selezione dei migliori giovani del Lazio sotto gli occhi di Paolino Poggi

Paolino Poggi, 44 anni, ex attaccante di serie A e oggi dirigente dell'Udinese

Paolino Poggi, 44 anni, ex attaccante di serie A e oggi dirigente dell’Udinese

“Da quello che ho potuto verificare, non esiste un ragazzo con i genitori pressanti che sia diventato un calciatore professionista”. Parole pronunciate da Paolo Poggi, per tutti Paolino anche oggi che ha 44 anni. Parole che andrebbero stampate e affisse in ogni spogliatoio di squadre giovanili italiane, e magari ripetute anche sulle tribune, a beneficio di quelle mamme e quei papà travestiti da ultras, con la missione di distruggere non la Barcaccia, ma le ambizioni dei propri figli in campo.

Una lezione, quella fornita ieri pomeriggio dall’ex attaccante di Torino, Udinese, Roma, Venezia e Piacenza. E in fondo anche a questo serve l’affiliazione che il Calcio Tuscia – la società di settore giovanile che ha sede al Riello e che ha oltre duecento ragazzi tesserati – con l’Udinese Academy, la struttura creata due anni fa dalla famiglia Pozzo, emanazione diretta dell’Udinese calcio ma autonoma e in espansione ormai in tutta Italia. Ieri Poggi era qui, insieme a Moreno Vantaggi, responsabile per il centro Italia dell’Academy, per supervisionare i migliori talenti (nati negli anni 2000 e 2001) provenienti dalle società affiliate nel Lazio. Oltre ai leoncini del Calcio Tuscia c’era anche i ragazzi di Pescia Romana, dell’Ortana, e del Cecchina. Una partita per mettersi in mostra: “Anche se – dice Poggi – quasi tutti avevano giocato tra sabato e domenica nei rispettivi campionati. Erano stanchi, non abbiamo visto ritmi elevatissimi, e qualcuno neanche è riuscito a finire l’incontro. Ma va bene così, ce lo aspettavamo. Era un’occasione per divertirsi, per vivere un’esperienza particolare”.

Da sinistra: Moreno Vantaggi, Paolo Poggi e Patrizio FImiani

Da sinistra: Moreno Vantaggi, Paolo Poggi e Patrizio FImiani

Poi, i tecnici dell’Udinese si sono fermati per dirigere l’allenamento del Calcio Tuscia 2000-03, come previsto dall’accordo di collaborazione firmato lo scorso settembre con la presidente gialloblu Cristiana Tamantini e naturalmente con Patrizio Fimiani, l’anima e il simbolo del club giovanile. “Crediamo molto nel contributo che può dare un ex calciatore professionista come Patrizio alla crescita e alla formazione dei giovani – sottolineano Poggi e Vantaggi – Può insegnare qualche segreto, certo, ma anche condurre i ragazzi nella giusta maniera. E noi, allo stesso tempo, ci affidiamo tantissimo ai pareri dei tecnici delle società satellite, perché solo loro conoscono a fondo i giocatori che allenano, dentro e fuori dal campo”. Poggi è sincero quando dice che i provini non servono a cercare “ragazzi interessanti”: “Noi cerchiamo solo quelli bravi, bravi davvero. Ma non basta, perché bisogna capire anche altri aspetti: vale davvero la pena sradicare un ragazzino dalla sua realtà per portarlo a Udine? Ci sono alcuni che lontano da casa si perdono. Altri che debbono essere seguiti dalla famiglia. Tutte situazioni da valutare con la massima serietà”. E dall’Udinese, che in fatto di giovani talenti è una delle fucine più laboriose del calcio mondiale, la serietà è il minimo che ci si aspetta.

Altri tre allenamenti saranno condotti dai tecnici bianconeri di qui alla fine della stagione sui bei campi del Cus, al Riello. Il 4 aprile invece tutti a Pescia Romana, dove il Calcio Tuscia, insieme ai padroni di casa, all’Ortana e al Cecchina parteciperà alla prima tappa della Champions: un torneo che eleggerà la squadra rappresentante il Lazio e che si giocherà le finali del centro Italia per poi magari volare a Udine e sfidare, nell’ultima fase, la stessa Udinese e altre formazioni giovanili di club professionistici. Un’altra idea per stimolare la crescita dei ragazzi e il confronto con altri coetanei: “Perché a questa età è l’intensità la cosa che conta. A livello tecnico non vediamo grandi differenze tra i Giovanissimi nazionali dell’Udinese e altre squadre, ma l’intensità fa la differenza”, dice Vantaggi.

E’ il momento dei saluti. Fimiani ringrazia tutti i partecipanti, i tecnici locali ed ospiti, lo staff, gli sponsor. Offre merendine. Lui e Paolo Poggi hanno superato i quaranta, hanno smesso di giocare eppure vogliono tramandare il loro bagaglio di esperienze e conoscenze calcistiche ai giovani. E pensare che 22 anni fa erano lì, a giocarsi la Coppa Italia in due gare d’andata e ritorno. Patrizio difese la porta della Roma, sia al Delle Alpi di Torino sia all’Olimpico. Poggi era in panchina, attaccante di riserva dei vari Aguilera e Silenzi, seduto vicino ad Emiliano Mondonico. Vinse il Toro, per la cronaca.

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