25042024Headline:

Un incontro per salvare il consorzio biblioteche

Dopo l'ennesimo allarme del commissario, oggi si vedono Comune e Provincia

Paolo Pelliccia, commissario straordinario del Consorzio biblioteche

Paolo Pelliccia, commissario straordinario del Consorzio biblioteche

Il Consorzio biblioteche chiama e la risposta arriva a stretto giro di posta. All’allarme, l’ennesimo, lanciato dal commissario straordinario Paolo Pelliccia sull’impossibilità a continuare a fornire servizi e prestazioni, per il taglio dei finanziamenti da parte della Provincia (500mila euro annui e altrettanti dal Comune), si cerca di porre rimedio con un incontro fissato per stamattina alle 10 tra i massimi responsabili di Palazzo dei Priori e di Palazzo Gentili: Leonardo Michelini e Marcello Meroi con gli assessori Delli Iaconi e Fraticelli  e alla presenza dei dirigenti del settore Cultura. Al centro della riunione,  la possibilità (prevista dalla legge di riordino delle competenze susseguente al depotenziamento delle province), di intervento diretto da parte della Regione nel settore delle biblioteche, sulla base di progetti presentiti dal Comune.

Una strada evocata dallo stesso Pelliccia che, al netto di espressioni inutilmente scurrili, pone comunque un problema serio e concreto: senza soldi il Consorzio non può andare avanti.  “Con i fondi del Comune – sottolinea – riusciamo a mettere in sicurezza gli stipendi dei 9 dipendenti. I 6 precari della cooperativa che si occupa della catalogazione e di altri servizi non potremo più pagarli, ma questo avviene già da qualche mese. Sono rimasti, ma non è giusto che lavorino senza salario. Come pure non riusciamo da qualche tempo a pagare gli affitti che ammontano a 135-140mila euro l’anno. Non possiamo comprare libri e ci dobbiamo affidare alle donazioni, come non riusciamo ad acquistare i giornali. Ma un’emeroteca senza giornali e riviste e una biblioteca senza libri che senso ha? Questa è la situazione oggettiva a fronte di un’utenza crescente e di una serie di interventi che hanno permesso di contenere notevolmente le spese “.

Pelliccia è un fiume in piena e il suo sfogo è un violento atto di accusa: “Non è un problema mio personale. Ma è possibile che si parli di Viterbo città della cultura mentre la biblioteca sta per morire? Ma è possibile che si finanzi con 10mila euro il carnevale dei bambini? Noi con quella somma ci abbiamo fatto due anni di laboratorio per i piccoli. Io, per andare avanti, devo mendicare favori a destra e a manca. La biblioteca è una struttura pubblica al servizio dei cittadini? Se la risposta è sì, si operi di conseguenza. Altrimenti lasciamo perdere. La mia sensazione però è che ci sia una generale emergenza – Tuscia che riguarda il lavoro, l’economia, la cultura”.

A forte rischio l'attività del Consorzio biblioteche

A forte rischio l’attività del Consorzio biblioteche

“Sono stanco e sfiduciato – conclude Pelliccia – ed ero deciso a mollare tutto. Mi hanno convinto le attestazioni di stima e la richiesta a proseguire. Perciò continueremo con gli speciali, come quello recente con il professor Odifreddi. Ma, senza interventi concreti, il collasso è vicino: questo deve essere chiaro. So che arriva Zingaretti a Viterbo: trovi qualche minuto per venire a vedere ciò che facciamo qui”. L’ultima stoccata è per il Comune di Viterbo e per il ragioniere capo Quintarelli: “Il Consorzio aspetta ancora 18mila euro del 2010. Ce li diano, così almeno possiamo comprare qualche libro e pagare i ragazzi che lavorano gratis”.

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